HUB PORTUALE/ Così riparte lo scalo

Lunedì viene consegnato al ministero dei Trasporti la documentazione per l'approfondimento dei fondali. Oggi la presentazione agli operatori

HUB PORTUALE/ Così riparte lo scalo
15/09/2017 - RAVENNA - “Quello che lunedì andremo a depositare a Roma è un progetto articolato, del valore di 235 milioni di euro. Comprende l’approfondimento dei fondali della zona di accesso al porto sino a -13,50 metri; l’approfondimento del canale Candiano a -12,50 metri sino a San Vitale, in modo uniforme con il dragaggio di 4.700.000 metri cubi di sabbia; la realizzazione di una nuova banchina di oltre 1.000 metri nell’area “Penisola Trattaroli” destinata prevalentemente a terminal container, che sarà raggiunta dalla linea ferroviaria; l’adeguamento strutturale - non un semplice restyling - di oltre 6.500 metri di banchine portuali (costruite 50 anni fa quando la normativa antisismica non esisteva); la realizzazione di nuove piattaforme logistiche urbanizzate e attrezzate in area portuale per circa 200 ettari utilizzando parte del materiale di risulta dai dragaggi opportunamente trattato”.

Così Daniele Rossi, presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centro settentrionale, sintetizza il progetto di #hubportoravenna2017 che disegna il futuro dello scalo romagnolo.

Al suo fianco, nella sala Baldini ci sono il sindaco Michele de Pascale, il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini e il provveditore interregionale per le Opere Pubbliche Pietro Baratono.

L'escavo dei fondali inizierà da 5 km oltre l'imboccatura e proseguirà in altri 4 step: dentro le dighe, dalla banchina Ifa a San Vitale, dall'imboccatura oltre Penisola Trattaroli, nella parte centrale del canale.
Il materiale di risulta verrà collocato nella cassa di colmata Nadep, nelle aree logistiche 1 e 2 di proprietà della Sapir e nelle casse S3, alle Bassette.

I tempi: 4 anni a partire da gennaio 2019 per sistemare le banchine, 6 anni per terminare l'escavo. Se la caratterizzazione delle sabbie al centro delle dighe centrali sarà favorevole e se torneranno utilizzabili le casse di colmata di via Trieste e del centro direzionale, si risparmieranno circa 3 anni di tempo.

In ogni caso, bisognerà fare i conti con le scadenze elettorali: per non perdere mesi preziosi, sarebbe necessario che il Cipe desse il via libera entro febbraio 2018.

“Questo progetto – ha aggiunto Rossi - si integra con altre azioni di valorizzazione del Porto. Pensiamo, tra le altre, al potenziamento della rete di collegamento ferroviario con investimenti per circa 30 milioni, per i quali sono in corso accordi con RFI, che consentiranno di realizzare un importante sottopasso ferroviario e due stazioni merci in area portuale per evitare il transito dei treni provenienti dal porto nella stazione centrale cittadina e rendere più veloci le manovre ed i collegamenti; al completamento della digitalizzazione dei processi documentali per migliorare ulteriormente le procedure doganali di pre-cleaning e sdoganamento in mare; all’innalzamento del livello di sicurezza in ambito portuale con l’installazione di un sofisticato sistema di videosorveglianza che coprirà gran parte dell’area e delle vie di accesso al porto per il quale si stanno definendo gli accordi operativi con Prefettura, Comune di Ravenna e Forze dell’ordine, e ancora, all’ampliamento del terminal RO-RO destinato allo stoccaggio e trasporto di rimorchi.

Un progetto, dunque, la cui linearità è il frutto di una sintesi difficile e complessa.

Saranno implementate tutte le azioni di monitoraggio ambientale che garantiscano il rispetto non solo della normativa vigente in materia, ma anche dei luoghi che sono interessati dal progetto, delle loro vocazioni e delle persone che in questo territorio abitano e lavorano”.

Si andrà avanti con l’impianto di trattamento dei materiali di dragaggio e il loro riutilizzo, impianto per la realizzazione del quale è in preparazione il relativo bando di gara.

“Proseguiamo anche con tutti gli operatori del porto il ragionamento sulla cantierizzazione del progetto per individuare le azioni atte a limitare in ogni modo possibile l’impatto dei lavori sulla piena operatività dello scalo.

Il progetto è in sé funzionale, ma ci sono azioni di miglioramento che lo possono affiancare e che ne possono accelerare gli effetti benefici, anche, eventualmente, accorciando i tempi oggi previsti. Confidiamo nel fatto che la consapevolezza del valore di questo progetto per il territorio possa indurre a superare le visioni “particolari” a beneficio di un interesse generale, di una opportunità unica di sviluppo economico che il “sistema Porto” è oggi in grado di offrire alla nostra città”.


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