Sì al nuovo piano regolatore

Parere favorevole del Comitato di gestione dell'Autorità di sistema

Sì al nuovo piano regolatore
28/09/2017 - ORTONA - Parere favorevole al Piano regolatore portuale di Ortona da parte del Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. Il procedimento si era fermato nel 2015 dopo che la Capitaneria di porto aveva completato la sua istruttoria. Con l’avvio delle attività dell’Autorità di sistema, in tempi ristretti, si è potuto analizzare il documento e formulare il parere approvato dal Comitato di gestione. I prossimi passi prevedono la Valutazione ambientale strategica da parte del Comune di Ortona e l’approvazione definitiva da parte della Regione Abruzzo.

Il nuovo Piano regolatore portuale di Ortona aggiorna la programmazione delle infrastrutture in un’ottica di mercato di lungo periodo specializzando la destinazione degli spazi in maniera da aumentare l'efficienza operativa, la competitività dello scalo e la sicurezza dei lavoratori. La delibera approvata dal Comitato di gestione dell’Adsp potenzia le infrastrutture esistenti e aumenta le superfici a disposizione in modo da consentire l’aumento dei volumi di traffico che oggi risentono delle limitazioni attuali dello scalo. Una particolare attenzione viene posta dal Piano alle connessioni ferroviarie e stradali.

Il Piano prevede una superficie di 44 mila metri quadrati per un terminal specifico per i traghetti, 151 mila metri quadrati destinati alle attività industriali e oltre 280 mila metri quadri per il terminal commerciale. Il nuovo terminal passeggeri e crociere avrà una banchina di oltre 390 metri e un piazzale di 16.900 metri quadrati.

Al porto pescherecci viene destinata una superficie di oltre 22 mila metri quadri mentre l’area per la nautica da diporto sarà di 62 mila metri quadrati. Sono circa 40 mila i metri quadri a disposizione dei cantieri navali. Il nuovo Piano regolatore portuale prevede anche un terminal di più di 46 mila metri quadrati per i prodotti chimici e petroliferi e un intervento di dragaggio per una profondità del bacino portuale tra i 10 e i 13 metri.

“La prossimità tra la fonte decisionale e il territorio – commenta il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri - è fondamentale per conseguire questi risultati in tempi compatibili con le esigenze degli operatori che stanno sul mercato”.

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