Porti
ravenna
03 settembre 2025
Benevolo: «Al porto di Ravenna progetti prioritari per almeno 500 milioni»
Incontro al ministero in vista della prossima legge finanziaria
03 settembre 2025 - ravenna - Il commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale, Francesco Benevolo, elenca le opere considerate prioritarie per il porto di Ravenna.
In cima alla lista c’è la rimozione dei relitti alla penisola Trattaroli (20 milioni), un passaggio indispensabile per poter completare il cantiere (45-50 milioni). A seguire l'adeguamento di alcune banchine, che da solo richiede 115 milioni, e il secondo attraversamento sul Candiano, considerato anch’esso una struttura essenziale, stimato in 70 milioni.
Accanto a questi, non mancano altri capitoli rilevanti: la viabilità interna per altri 40-50 milioni, il pacchetto di infrastrutture e investimenti digitali quantificato in 8-10 milioni, la zona franca doganale interclusa da 45 milioni e alcune ristrutturazioni minori, tra cui quella del mercato ittico, che vale circa 3 milioni.
Il totale delle risorse necessarie ammonta a 500 milioni di euro, una cifra importante che difficilmente potrà essere garantita tutta e subito, ma che rappresenta la base da cui partire per la trattativa con il Governo. Alcuni interventi, come la rimozione dei relitti, hanno già visto arrivare una quota parziale: dei 20 milioni necessari, il ministero ne ha stanziati finora appena 2,5, il 10% del fabbisogno.
«Con queste prime risorse – spiega Benevolo – e con una somma aggiuntiva messa a disposizione dall'Autorità Portuale riusciremo a eliminare un relitto, ma per gli altri serviranno nuovi finanziamenti. Per completare la banchina Trattaroli occorrono poi ulteriori 45-50 milioni».
Su queste basi, Benevolo si prepara all’incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e con il viceministro Edoardo Rixi, previsto a breve a Roma. «Per quell’occasione – sottolinea – sto mettendo a punto il quadro economico e l’elenco dettagliato degli interventi».
La logica sarà quella di presentare opere già avviate o con un livello di progettazione avanzato, distinguendole dai nuovi investimenti: «Con la mia struttura – aggiunge – stiamo verificando quali siano le priorità reali per lo sviluppo dello scalo e soprattutto il grado di maturazione dei progetti, così da arrivare all’appuntamento con la massima concretezza e chiedere quanto necessario».
La trattativa, però, non sarà semplice, anche per il clima politico. Il braccio di ferro tra istituzioni locali e Governo non facilita la riapertura di un dialogo sulla Finanziaria. Resta comunque definito il quadro delle priorità per Ravenna, che guarda alla rimozione dei relitti, al completamento delle banchine e al secondo ponte mobile come pilastri da cui ripartire per consolidare il futuro del porto.
La rotta è tracciata. Lo scalo di Ravenna ha davanti opportunità straordinarie che non può permettersi di perdere. Arriverà, quindi, a Roma con progetti concreti, chiedendo ciò che serve davvero per far crescere il porto.
© copyright Porto Ravenna News
In cima alla lista c’è la rimozione dei relitti alla penisola Trattaroli (20 milioni), un passaggio indispensabile per poter completare il cantiere (45-50 milioni). A seguire l'adeguamento di alcune banchine, che da solo richiede 115 milioni, e il secondo attraversamento sul Candiano, considerato anch’esso una struttura essenziale, stimato in 70 milioni.
Accanto a questi, non mancano altri capitoli rilevanti: la viabilità interna per altri 40-50 milioni, il pacchetto di infrastrutture e investimenti digitali quantificato in 8-10 milioni, la zona franca doganale interclusa da 45 milioni e alcune ristrutturazioni minori, tra cui quella del mercato ittico, che vale circa 3 milioni.
Il totale delle risorse necessarie ammonta a 500 milioni di euro, una cifra importante che difficilmente potrà essere garantita tutta e subito, ma che rappresenta la base da cui partire per la trattativa con il Governo. Alcuni interventi, come la rimozione dei relitti, hanno già visto arrivare una quota parziale: dei 20 milioni necessari, il ministero ne ha stanziati finora appena 2,5, il 10% del fabbisogno.
«Con queste prime risorse – spiega Benevolo – e con una somma aggiuntiva messa a disposizione dall'Autorità Portuale riusciremo a eliminare un relitto, ma per gli altri serviranno nuovi finanziamenti. Per completare la banchina Trattaroli occorrono poi ulteriori 45-50 milioni».
Su queste basi, Benevolo si prepara all’incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e con il viceministro Edoardo Rixi, previsto a breve a Roma. «Per quell’occasione – sottolinea – sto mettendo a punto il quadro economico e l’elenco dettagliato degli interventi».
La logica sarà quella di presentare opere già avviate o con un livello di progettazione avanzato, distinguendole dai nuovi investimenti: «Con la mia struttura – aggiunge – stiamo verificando quali siano le priorità reali per lo sviluppo dello scalo e soprattutto il grado di maturazione dei progetti, così da arrivare all’appuntamento con la massima concretezza e chiedere quanto necessario».
La trattativa, però, non sarà semplice, anche per il clima politico. Il braccio di ferro tra istituzioni locali e Governo non facilita la riapertura di un dialogo sulla Finanziaria. Resta comunque definito il quadro delle priorità per Ravenna, che guarda alla rimozione dei relitti, al completamento delle banchine e al secondo ponte mobile come pilastri da cui ripartire per consolidare il futuro del porto.
La rotta è tracciata. Lo scalo di Ravenna ha davanti opportunità straordinarie che non può permettersi di perdere. Arriverà, quindi, a Roma con progetti concreti, chiedendo ciò che serve davvero per far crescere il porto.
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