Porti
Riforma dei porti, confronto acceso tra Rixi e il Pd
Il viceministro rilancia da Genova la linea del governo sulla nuova governance, mentre la dem Valentina Ghio avverte: rischio di costi scaricati sui territori e minore autonomia per le Autorità portuali
Rixi ha evidenziato che il problema non è «capitalizzare strutture ancora sulla carta», ma impedire che il sistema infrastrutturale si fermi, ricordando come l’aumento dei costi abbia inciso fortemente sulle opere e come sia necessario concentrarsi sul completamento dei cantieri già avviati.
Di segno opposto la posizione del Partito Democratico, espressa dalla vicepresidente del gruppo alla Camera Valentina Ghio, secondo cui la riduzione del capitale della nuova Porti d’Italia Spa da 500 a 10 milioni rappresenta «una contraddizione evidente». La parlamentare sostiene che, a fronte di funzioni sempre più ampie attribuite alla società, saranno comunque necessarie risorse consistenti, con il rischio che il peso venga trasferito sui territori attraverso il coinvolgimento delle Autorità portuali.
Secondo Ghio, questo meccanismo potrebbe incidere su investimenti, manutenzioni e sviluppo dei singoli scali, aumentando complessità e incertezza nel sistema.
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