Trasporti, Logistica
ravenna
23 febbraio 2026
Rino Missiroli confermato all’unanimità segretario generale della Uiltrasporti Ravenna
Il porto rappresenta un nodo fondamentale per l'economia regionale e nazionale
23 febbraio 2026 - ravenna - La nomina è avvenuta durante il XII congresso, svoltosi a Ravenna all’Hotel Mattei, alla presenza di Carlo Sama, segretario generale Uil Ravenna, Fabio Piccinini, segretario generale Uiltrasporti Emilia-Romagna, e Francesca Baiocchi, segretaria nazionale internazionale Uil trasporti e Politiche parità di Genere.
Nel dibattito sono intervenuti il vicesindaco Eugenio Fusignani e il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Benevolo.
Con il congresso sono stati rinnovati anche tutti gli organismi statutari del sindacato, che conta 1549 iscritti.
Rino Missiroli, tesserato Uil dal 2007, nel suo intervento al congresso ha inquadrato il momento attuale come una fase di grandi trasformazioni, segnata da guerre, crisi energetiche, nuove rotte commerciali e transizioni ecologica e digitale. «Questi cambiamenti non sono neutri», ha spiegato, perché incidono sull’organizzazione del lavoro nei settori dei trasporti, della logistica e dei porti, dove si diffondono esternalizzazioni, subappalti e precarietà. Per questo «l’innovazione va orientata, non subita», attraverso contrattazione, formazione e diritti esigibili.
Una parte centrale dell’intervento è stata dedicata alla portualità e al porto di Ravenna. «Il porto, gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, rappresenta un nodo fondamentale per l’economia regionale e nazionale», ha affermato. In particolare, Missiroli ha indicato nella ferrovia portuale di Ravenna «un’infrastruttura chiave per lo sviluppo dell’intermodalità», sottolineando che potenziare i collegamenti ferroviari significa «ridurre il traffico pesante su gomma, diminuire l’impatto ambientale e aumentare la competitività delle imprese». Il modello da perseguire è quello di una logistica integrata, «ferro e gomma non come sistemi alternativi, ma complementari».
Guardando allo scenario internazionale, ha definito Ravenna «porto strategico dell’Adriatico», snodo tra Europa, Africa e Asia e punto di accesso a nuovi mercati dal Medio Oriente al Sud-est asiatico. In questo contesto ha espresso preoccupazione per il progetto di una governance centralizzata con “Porti d’Italia Spa”, che «rischia di ridurre il ruolo decisionale delle Autorità di Sistema Portuale» e di compromettere la gestione pubblica dei porti.
«Il porto non è solo un punto di transito: è un centro industriale e logistico che genera valore economico e occupazione», ha ribadito, ricordando che i lavoratori portuali sono l’anello più esposto della filiera e che il contratto unico di settore ha garantito «regole chiare, salari equi e strumenti per gestire anche i processi di automazione».
In conclusione, Missiroli ha sostenuto che per Ravenna, come per tutti i porti italiani, occorre mantenere «un equilibrio tra efficacia industriale, tutela dei lavoratori e gestione pubblica», rafforzando investimenti, sicurezza e valorizzazione delle professionalità portuali.
© copyright Porto Ravenna News
Nel dibattito sono intervenuti il vicesindaco Eugenio Fusignani e il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Benevolo.
Con il congresso sono stati rinnovati anche tutti gli organismi statutari del sindacato, che conta 1549 iscritti.
Rino Missiroli, tesserato Uil dal 2007, nel suo intervento al congresso ha inquadrato il momento attuale come una fase di grandi trasformazioni, segnata da guerre, crisi energetiche, nuove rotte commerciali e transizioni ecologica e digitale. «Questi cambiamenti non sono neutri», ha spiegato, perché incidono sull’organizzazione del lavoro nei settori dei trasporti, della logistica e dei porti, dove si diffondono esternalizzazioni, subappalti e precarietà. Per questo «l’innovazione va orientata, non subita», attraverso contrattazione, formazione e diritti esigibili.
Una parte centrale dell’intervento è stata dedicata alla portualità e al porto di Ravenna. «Il porto, gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, rappresenta un nodo fondamentale per l’economia regionale e nazionale», ha affermato. In particolare, Missiroli ha indicato nella ferrovia portuale di Ravenna «un’infrastruttura chiave per lo sviluppo dell’intermodalità», sottolineando che potenziare i collegamenti ferroviari significa «ridurre il traffico pesante su gomma, diminuire l’impatto ambientale e aumentare la competitività delle imprese». Il modello da perseguire è quello di una logistica integrata, «ferro e gomma non come sistemi alternativi, ma complementari».
Guardando allo scenario internazionale, ha definito Ravenna «porto strategico dell’Adriatico», snodo tra Europa, Africa e Asia e punto di accesso a nuovi mercati dal Medio Oriente al Sud-est asiatico. In questo contesto ha espresso preoccupazione per il progetto di una governance centralizzata con “Porti d’Italia Spa”, che «rischia di ridurre il ruolo decisionale delle Autorità di Sistema Portuale» e di compromettere la gestione pubblica dei porti.
«Il porto non è solo un punto di transito: è un centro industriale e logistico che genera valore economico e occupazione», ha ribadito, ricordando che i lavoratori portuali sono l’anello più esposto della filiera e che il contratto unico di settore ha garantito «regole chiare, salari equi e strumenti per gestire anche i processi di automazione».
In conclusione, Missiroli ha sostenuto che per Ravenna, come per tutti i porti italiani, occorre mantenere «un equilibrio tra efficacia industriale, tutela dei lavoratori e gestione pubblica», rafforzando investimenti, sicurezza e valorizzazione delle professionalità portuali.
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