Interviste

roma 15 giugno 2015

Filippi (sen.): “Ravenna-Ancona? Fusione inopportuna”

15 giugno 2015 - roma - In alcune recenti dichiarazioni, il ministro Delrio ha auspicato che il progetto di riforma portuale vada in porto in autunno. Al senatore Pd Marco Filippi abbiamo posto alcune domande sul provvedimento.
A che punto è l’iter della legge di riforma delle Autorità portuali?
“Esiste sempre il ddl di riforma in commissione al Senato pronto per essere esaminato, ma il Governo, dopo aver approvato il piano nazionale strategico della Portualità e della Logistica con decreto del Presidente del Consiglio, sembra intenzionato a utilizzare una serie di deleghe su vari provvedimenti legislativi per realizzare per singole parti i principi contenuti nel Piano.
La prima di queste sembra essere costituita da quella presentata alla Camera dal relatore sul ddl di riforma della P.A. della Ministro Madia, riguardante la ridefinizione della Governance del sistema portuale italiano”.
Sta facendo discutere l’accorpamento Ravenna-Ancona. Lei come lo giudica?
“Semplicemente inopportuno sia per gli interessi economici e marittimi dei due scali, tra loro non omogenei, ma anche per la stessa convenienza del Governo che vedrebbe in uno stesso ambito di sistema insistere due Regioni, unico caso delle nuove 13 autorità portuali di sistema previste”.
Come finirà? Emilia Romagna e Marche resteranno ‘indipendenti’?
“Il timore è appunto che anziché determinarsi un processo di convergenza istituzionale a concorso dei migliori assetti e delle migliori scelte, si possa determinare un clima e un atteggiamento istituzionalmente concorrenziale.
Ciò che non serve per vare una riforma, che si propone un impulso positivo per un recupero di competitività dei nostri scali”.
Intanto è stato accolto l’emendamento che restituisce voce in capitolo agli enti locali rispetto alla nomina del presidente dell’Autorità portuale...
“Noi su questo siamo perché il Governo e quindi il Ministro abbia le assolute prerogative, di intesa con il Presidente della Regione, per la nomina dei presidenti delle Autorità nelle intenzioni di realizzare una squadra coesa chiamata a fare sistema tanto sui territori quanto al livello centrale”.
Poco si parla di come si finanzieranno le Authority?
“È vero! Ma in questo senso la strada è stata tracciata tanto in Italia quanto in Europa. La via è quella dell’autonomia finanziaria con una parte delle risorse generate dai traffici commerciali che si registrano nei porti, da finalizzare essenzialmente agli investimenti necessari all’ammodernamento degli scali”.



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