Interviste

ravenna 20 giugno 2015

Bezzi: “Per l’Italia il PMIS è una realtà”

20 giugno 2015 - ravenna - A Norberto Bezzi, vice presidente nazionale degli Agenti marittimi, membro del board che sta lavorando al PMIS, abbiamo chiesto di fare il punto sulla situazione attuale di applicazione del progetto, anche alla luce dell’incontro al Propeller club di Ravenna.
“A seguito della Direttiva 2010/65/UE, emanata dal Parlamento Europeo, è stato fatto obbligo a ciascun Paese Membro di adottare misure per assicurare che, nel suo territorio, le formalità di dichiarazione delle navi avvengano in modo armonizzato attraverso mezzi elettronici.
A fine maggio del 2013 è iniziato l’esame delle procedure relative alla “pratica nave”, che ha visto impegnati a Roma, principalmente i Reparti II°, VI° e VII° del Comando Generale; i rappresentanti delle maggiori Capitanerie di Porto italiane e la Commissione Informatica di Federagenti.
Il lavoro, che si è dunque sviluppato nell’arco di 2 anni, è stato svolto sotto la direzione del VII Reparto, guidato dall’Amm. Pellizzari e coordinato dal CV (CP) Marco Gionfriddo, ed ha perseguito il duplice obiettivo di razionalizzare le citate procedure e rendere omogeneo l’utilizzo del PMIS nei porti in cui è operativo.
Infatti, il PMIS può essere installato solo nei porti in cui è attivo il sistema VTS, ovvero in un terzo circa dei porti commerciali italiani.
Gli Agenti marittimi che espletano le formalità connesse con la “pratica nave” in PMIS, popolano di dati il PMIS, che, a sua volta, trasferisce automaticamente in “Safe Sea Net” quelli che l’Europa richiede di conoscere. Con ciò il Pmis, avendo recepito le EU Guidelines, svolge la funzione di National Maritime Single Window”.
Cosa accade nei porti dove non è installato il PMIS?
“Nei porti in cui il PMIS non può essere installato, è stato necessario prevedere che fosse possibile espletare la “pratica nave” via e-mail; a tale scopo sono stati resi disponibili su WEB formulari del tutto conformi a quelli utilizzati in PMIS.
Poiché “Safe Sea Net” è anche in grado i ricevere degli “allegati”, le Capitanerie presso le quali non è installato il PMIS provvedono ad allegare in “Safe Sea Net” la documentazione inviata dagli Agenti marittimi via e-mail e ciò consente all’Europa di ricevere i dati di loro interesse, previsti dalla Direttiva 2010/65/EU”.
Quando potrà essere adottato dalla portualità?
“Era stato fatto obbligo ad ogni Stato membro di ottemperare a quanto previsto dalla Direttiva Europea 2010/65/EU entro il 1° Giugno 2015.
L’Europa ha, suo malgrado, dovuto prendere atto che i “tempi” stabiliti non sono stati rispettati dalla maggioranza dei Paesi membri, per cui ha dovuto prorogare la scadenza a fine anno.
L’Italia è tra i pochi Paesi in cui il PMIS è attualmente in uso.
Va tuttavia menzionato che il PMIS necessita ancora di “aggiornamenti”, che sono in corso d’opera e che dovrebbero essere disponibili a breve.
L’ obiettivo è quello di sviluppare il PMIS in modo che possa garantire l’interoperabilità con i sistemi delle altre Amministrazioni interessate e che sia in grado di acquisire, in modalità “submit once”, le informazioni in formato elettronico (edifact o xml) eliminando tutte quelle in formato cartaceo”.




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