Interviste

ravenna 29 novembre 2017

Van der Hoff (Piloti): "Da Rotterdam al vostro congestionato canale"

29 novembre 2017 - ravenna - Thomas van der Hoff, pilota del porto di Rotterdam, ha trascorso un periodo a Ravenna per uno scambio di esperienze con il nostro Corpo dei piloti e si è confrontato con il Capo Pilota Roberto Bunicci.

Quali differenze ha riscontrato tra il pilotaggio a Rotterdam e a Ravenna?

Ho avuto opportunità di visitare diverse Stazioni di Pilotaggio e ho realizzato che talvolta non è possibile comparare un'organizzazione con un’altra. Non c’è uno standard uguale neanche nello stesso Stato di appartenenza. Ciascuna Stazione di Pilotaggio deve doverosamente considerare le leggi locali, la legislazione nazionale e le norme doganali. E ciascun pilota interpreta anche in modo personale la modalità di svolgimento della manovra sulle navi che scalano il proprio porto.
Nel tentativo di paragonare Ravenna a Rotterdam, la cosa più evidente riguarda certamente le dimensioni generali di scala portuale.
Tralasciando il numero complessivo di navi e osservando più da vicino la “waterway" del canale, Ravenna risulta, in alcuni punti critici, proporzionalmente più congestionata del mio porto e soggetta al rischio di “interaction” fra nave-nave e “bank effect” per effetto della sponda del canale. A Rotterdam aree così si trovano solo in alcuni angoli del porto.

Cos'ha osservato di diverso nel porto di Ravenna rispetto al tuo?

Mi sembra che la Rotterdam P.A. sia più predisposta a tenere ampi fondali e spazi per tutte le navi. La Port Authority invita nuovi investitori a realizzare nuovi Terminal di stoccaggio (recentemente per es. biodiesel e LNG), supportando gli investitori con la realizzazione di ormeggi, banchine e “safe water ways” ovvero accessi alle banchine con spazi e fondali adeguati.

Prima che nuove tipologie o misure di navi scalino il porto, vengono effettuati studi di simulazione in collaborazione con i Piloti locali. L’accettazione e l’uso del PPU è uno delle risultanze degli studi effettuati, per entrata in sicurezza di navi di dimensioni maggiori.

Sebbene in numero minore, anche Ravenna ha una grande varietà di tipologie di navigli differenti. Al pari, seguono anche le variabili qualitative dei loro equipaggi.
Sulle navi che ho visitato, la maggior parte degli equipaggi era esperto e familiarizzato già con le norme portuali, altre volte sembrava di no. Anche a Rotterdam suc- cede questo.

Sfortunatamente un certo numero di navi sub standard sono sempre in circolazione. Quello che ho constatato è l’alto grado di professionalità di tutti i Piloti. Tutti con un grande capacità di riconoscere quale tipologia di equipaggio si trova di fronte, e regolarsi di conseguenza per una corretta integrazione e la miglior riuscita della manovra.

La grande quantità di navi in movimento ogni giorno (60/70 movimenti) richiede una grande pianificazione generale. Gli ETA e gli ETD forniti dalla nave o dall’Agenzia devono essere dati con largo anticipo per avere il Pilota in tempo. Ma talvolta en- trambi i porti (Europoort e Rotterdam) possono risultare congestionati durante le ore di picco.

A Rotterdam l'Autorità Portuale pianifica gli arrivi e le partenza delle navi. L’Autorità svolge da anello di congiunzione fra Agenti, Piloti, Rimorchiatori e Ormeggiatori. Un capo pilota è sempre disponibile 24/7 negli uffici della Autorità Portuale.

Qual è l'aspetto positivo dell’organizzazione di Ravenna?

I vantaggi di una più piccola organizzazione è proprio nei rapporti umani, dato che i colleghi si conosco e posso conoscere anche tutte le persone coinvolte nelle altre organizzazioni che lavorano vicino ai Piloti.

Nel mio porto, dovendo coprire le aree di Europort, Rotterdam e Amsterdam vi sono circa 240 Piloti, ma dopo 25 anni di servizio, ne conosco meno della metà.
Qui a Ravenna mi sembra di vedere anche bei rapporti di amicizia fra colleghi, ed è manifesto quando tutti, o quasi tutti i piloti si siedono insieme intorno alla tavola della Stazione.


Può sembrare indifferente, ma in realtà ritengo che sia un grande momento di scambio di esperienze vissute, il che rappresenta un importante passaggio per il loro training. Sebbene la teoria sia il punto di partenza, la realtà del vissuto a bordo è ciò che “insegna” al Pilota i segreti del pilotaggio.
Durante la mia permanenza mi sono sentito parte del team, tra amici.


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