Interviste

ravenna 12 giugno 2018

Marcegaglia: "Una storia che ci lega a Ravenna"

12 giugno 2018 - ravenna - Da Steno Marcegaglia ad Antonio Marcegaglia, il trait d’union è sempre stato il rapporto ‘speciale’ con Ravenna.


“Il legame del Gruppo con questa città - commenta Antonio Marcegaglia (presidente e ad del Gruppo) - festeggia i 33 anni. Acquisimmo l’impianto dall’allora commissario della Maraldi. Era il 1985.
Noi eravamo già una discreta realtà, ma sostenere un investimento del genere, a Ravenna, richiedeva un’attenta valutazione. Tra l’altro si trattava di uno stabilimento che produceva tubi per l’oil&gas e condotte, non era in linea con il nostro core business”.

Antonio Marcegaglia racconta un aneddoto, legato a quella acquisizione. “Papà inviò alcuni nostri tecnici per valutare l’operazione. Ne diedero un’immagine fatta di luci e ombre, con una valutazione limitativa che non convinse papà. Siccome per noi si trattava di uno sforzo economico importante, decise di andare di persona a vedere l’impianto, accompagnato da Plinio Fiorini, il papà di Aldo, oggi nostro direttore. Ricordo che ebbero un’impressione ben diversa rispetto ai tecnici: papà ci mise un secondo a dire che avrebbe acquistato l’impianto di via Baiona. Allora vi lavoravano 300 dipendenti, oggi sono 850 più altrettanti nell’indotto”.

Per la famiglia Marcegaglia fu una scommessa: il principale competitor allora si chiamava Dalmine, un’impresa pubblica. “Per un po’ accettammo la sfida, poi decidemmo di riposizionarci. Per 5 anni procedemmo con produzioni diversificate, per poi trasferirle o abbandonarle. A metà degli anni 90, una nuova svolta. Cominciammo come centro servizi per i nastri di lamiera.


Tra il 1997 e il 1998 partì il Progetto Ravenna 2000. Iniziò la zincatura, poi la verniciatura. Lo stabilimento cresceva sempre più. Passammo da una lavorazione di 2 milioni di tonnellate di acciaio a 3 milioni. Fu così che, grazie a un investimento di 1 miliardo di euro, siamo diventati il più importante polo siderurgico indipendente europeo”.

Uno dei punti chiave del successo della Marcegaglia è il posizionamento sul porto di Ravenna. “Da qui raggiungiamo tutta l’Europa arrivando fino in America. Utilizziamo la banchina portuale per il 90% del nostro fabbisogno”.


Oggi lo stabilimento di via Baiona lavora 4 milioni di tonnellate di coils a caldo: 3 milioni sono processati qui, circa 1,1 sono destinati ad altri stabilimenti del Gruppo.
Dei 3 milioni lavorati a Ravenna, il 15% viene trasferito per altre lavorazioni a Gazoldo degli Ippoliti. Il rimanente va alla clientela che è per metà italiana e per metà europea.


I mercati vengono raggiunti utilizzando l’autotrasporto, ma è in atto una politica di trasferimento di quote crescenti su treno e nave. Oggi Marcegaglia è il primo cliente nazionale di Mercitalia (Gruppo RFI), con un saldo positivo anche sul piano ambientale, perché un treno di coils equivale a circa 40 camion in meno sulle strade.
“Proprio la possibilità di sfruttare ulteriormente i collegamenti ferroviari e quelli portuali ci fa pensare a nuovi investimenti. Si avvicina, quindi, il terzo step della nostra presenza a Ravenna. Dopo le svolte degli ultimi anni 90 e del 2010 con il nuovo stabilimento, oggi siamo concentrati sulla logistica e sulla qualità degli asset.
Ne stiamo parlando con Comune e Autorità di sistema portuale.


Ferrovia e porto sono opportunità straordinarie in una logica intermodale. Contiamo di realizzare i primi interventi nel 2019. L’obiettivo 2018-2020 è quello di togliere 100 camion al giorno da via Baiona per trasferire il traffico su ferro, dopo averne eliminati ben 130 al giorno nel periodo 2013-2017. Abbiamo la fortuna di poter contare su un management fortemente radicato a Ravenna che ha saputo gestire il passaggio generazionale verso l’inserimento di Aldo alla direzione e di altri giovani 40-45enni che rappresentano un valore importante per il Gruppo, e che ci vengono invidiati. Oggi un colosso come Mittal ci prende come modello”.

Lo stabilimento è un punto di riferimento anche per quanto riguarda la sicurezza sul posto di lavoro. “Aldo e il suo staff - dice ancora Antonio Marcegaglia - hanno segnato un cambio di passo e una discontinuità nell’ap-proccio del Gruppo. Oggi ‘infortunio zero’ non è uno slogan, ma una realtà. C’è stato un approccio nuovo, quasi ossessivo verso la sicurezza. Teniamo corsi costanti di formazione e favoriamo la crescita di una cultura della sicurezza che è un patrimonio per tutto il personale”.


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