giugno-agosto

Energia

ravenna 11 giugno 2026

Materie prime critiche, Ravenna nella partita per l'hub strategico europeo

La Commissione europea valuta il Sistema Alto Adriatico formato da Trieste, Venezia-Porto Marghera, Ravenna e Verona. In gioco un ruolo chiave per la sicurezza degli approvvigionamenti industriali del continente

11 giugno 2026 - ravenna - L’Europa cerca un luogo sicuro dove conservare le proprie riserve strategiche di materie prime critiche e l’Alto Adriatico si candida a diventare uno dei principali punti di riferimento del continente.

Venerdì 12 giugno una delegazione della Commissione europea sarà in Italia per verificare sul campo le caratteristiche logistiche, infrastrutturali e industriali del sistema formato dai porti di Trieste, Venezia-Porto Marghera e Ravenna, insieme all’Interporto Quadrante Europa di Verona, individuati come possibili tasselli di un grande hub dedicato allo stoccaggio e alla distribuzione delle cosiddette terre rare e delle altre materie prime critiche.

La visita di venerdì rappresenta dunque un passaggio decisivo. Dall’esito delle verifiche tecniche dipenderà la possibilità per il sistema portuale e logistico dell’Alto Adriatico di assumere un ruolo centrale in una delle partite industriali più importanti per il futuro dell’Europa.

Il progetto nasce nell’ambito del “Critical Raw Materials Act”, il piano con cui Bruxelles punta a ridurre la dipendenza europea dalle importazioni, in particolare dalla Cina, per materiali indispensabili alla transizione energetica, all’industria tecnologica, alla difesa e alla mobilità elettrica. Terre rare, litio, cobalto, grafite e nichel sono infatti esempi di componenti essenziali per batterie, microchip, magneti permanenti, turbine eoliche e pannelli fotovoltaici.

In questo quadro Ravenna può giocare una partita tutt’altro che marginale. Lo scalo dispone di ampie aree logistiche e industriali, di una consolidata esperienza nella movimentazione di rinfuse solide e merci strategiche e di un sistema integrato porto-industria che rappresenta una delle peculiarità del suo sviluppo. Negli ultimi anni il porto ha inoltre rafforzato il proprio ruolo nel settore energetico, grazie agli investimenti collegati al rigassificatore offshore, e sta completando il progetto Hub Portuale che aumenterà ulteriormente la capacità operativa delle banchine e dei collegamenti logistici.

L’idea allo studio non è quella di un semplice deposito, ma di una piattaforma logistica integrata in grado di garantire sicurezza degli approvvigionamenti, tracciabilità dei materiali e continuità produttiva alle filiere industriali europee in caso di crisi geopolitiche o interruzioni delle catene di fornitura.

In questo scenario ogni infrastruttura porterebbe in dote una propria specializzazione. Trieste può contare su fondali profondi, collegamenti ferroviari diretti verso Austria, Germania ed Europa centrale e sul regime di Porto Franco internazionale, elemento che consente una gestione particolarmente flessibile delle merci strategiche.

Venezia-Porto Marghera si presenta invece come una grande piattaforma industriale già orientata alla trasformazione, al recupero e al riciclo delle materie prime critiche.

Verona, attraverso il Quadrante Europa, rappresenterebbe il principale nodo terrestre del progetto. L’interporto veronese è infatti uno dei più importanti terminal intermodali europei e garantirebbe il collegamento tra i porti dell’Adriatico e i mercati industriali del Nord Italia e dell’Europa centrale.

Più che una competizione tra singoli porti, quella che si sta delineando appare come la costruzione di un sistema integrato dell’Alto Adriatico, nel quale ogni nodo potrebbe svolgere una funzione specifica: accesso marittimo, stoccaggio, prima lavorazione, distribuzione ferroviaria e collegamento con le filiere produttive europee.

Una soluzione che consentirebbe all’Italia di candidarsi non come singolo sito, ma come piattaforma logistica completa al servizio dell’industria continentale.

«La Regione Emilia-Romagna guarda con fortissimo interesse alla strategia europea sulle terre rare - sostiene il presidente Michele de Pascale -. Riteniamo che si tratti di un’iniziativa essenziale e strategica per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime indispensabili per la manifattura, l’industria europea e numerosi servizi essenziali. In questo quadro, far lavorare in squadra i porti e il sistema logistico del Nord-Est rappresenta una scelta corretta e di grande interesse.

Ravenna può offrire un contributo determinante a questo progetto attraverso tre elementi distintivi. Il primo è di natura infrastrutturale: il porto dispone di ampi spazi già pronti all’utilizzo, senza necessità di ulteriori iter autorizzativi o interventi di bonifica, ideali per le attività di stoccaggio. Il secondo riguarda le competenze consolidate nella gestione delle rinfuse e dei materiali ferrosi, che fanno di Ravenna il principale porto italiano per questo tipo di traffici e lavorazioni.

Il terzo elemento è rappresentato dall’esperienza maturata nell’economia circolare. Se oggi il tema dello stoccaggio è centrale, è altrettanto evidente che l’autonomia strategica europea passerà sempre più dalla capacità di recuperare, riciclare e riutilizzare le materie prime critiche. In questo ambito Ravenna vanta da tempo competenze riconosciute a livello nazionale e internazionale, grazie a un sistema specializzato nella gestione, nel recupero dei rifiuti e nella valorizzazione delle materie prime seconde. Un patrimonio di conoscenze che può rendere il territorio un punto di riferimento per le nuove filiere europee delle terre rare e delle materie prime strategiche».

«Stiamo lavorando da settimane insieme alla Regione Emilia Romagna per costruire, nell’ambito del quadrante nord orientale italiano, una candidatura solida e credibile per il porto di Ravenna
all’interno di un progetto strategico a livello nazionale ed europeo - dichiara il presidente dell'Autorità Portuale del mare Adriatico centro settentrionale, Francesco Benevolo -. Il comparto delle materie critiche e di quelle rare rappresenta per il futuro del settore logistico e produttivo della Regione una grande opportunità di sviluppo che stiamo cercando di cogliere massimizzando i fattori di competitività del territorio».


© copyright Porto Ravenna News
CONDIVIDI

Altro da:
Energia

ravenna / OMC Med Energy 2027 dal 13 al 15 aprile

Ravenna si candida a capitale del nuovo asse energetico del Mediterraneo. Torna la ...

OMC Med Energy 2027 dal 13 al 15 aprile

Ravenna si candida a capitale del nuovo asse energetico del Mediterraneo. Torna la ...

ravenna / Hub europeo delle materie prime critiche, Benevolo: «Passo decisivo per il porto di Ravenna»

Dopo il vertice di Venezia con Governo e Commissione europea, il presidente dell'Autorità ...

Hub europeo delle materie prime critiche, Benevolo: «Passo decisivo per il porto di Ravenna»

Dopo il vertice di Venezia con Governo e Commissione europea, il presidente dell'Autorità ...

ravenna / Terre rare, Barattoni: «Ravenna può dare un grande contributo»

Il sindaco sulla candidatura del porto come hub europeo delle materie prime critiche: ...

Terre rare, Barattoni: «Ravenna può dare un grande contributo»

Il sindaco sulla candidatura del porto come hub europeo delle materie prime critiche: ...

NadepSfacsVIAMARMartini VittorioAgmarCasadei GhinassiCiclatSersSagemSecomarServizi tecnico-nauticiItalmetAcmarCassa di Risparmio di RavennaConsar RavennaTCR ADV SERVICERiparbelliTramacoFioreExportcoopdragaggiConfartigianato RavennaCSRIntercontinentalSpedizionieri internazionali RavennaArco LavoriCompagnia Portuale RavennaCNACorship spaConfcommercio RavennaColumbia TranspostMacportOlympia