Crociere
Porto Corsini verso una nuova fase: terminal, viabilità e servizi al centro del confronto
Comune e Autorità portuale hanno illustrato i progetti in corso e quelli in programma. Al centro dell’assemblea il nuovo terminal crociere, la Ciclovia Adriatica, il cold ironing e gli interventi sulla viabilità
Al tavolo erano presenti il sindaco Alessandro Barattoni, l'assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale Francesco Benevolo e il segretario generale Fabio Maletti. Ad aprire il confronto il presidente della Pro Loco Orio Rossi, che ha presentato una lunga serie di criticità segnalate dai residenti.
A fare da sfondo c'è la profonda trasformazione in corso a Porto Corsini. La nuova stazione marittima è ormai in fase di completamento: un edificio di 5mila metri quadrati su due piani, con una passerella sopraelevata di 250 metri, che dovrebbe essere pienamente operativo con la stagione crocieristica 2027. Nel 2026 sono previsti circa 390mila passeggeri, per il 97% in homeport, mentre l'obiettivo a regime è raggiungere quota 500mila.
Un investimento che si accompagna al Parco delle Dune, al cold ironing, ai parcheggi e a una serie di opere infrastrutturali. Ma è proprio mentre prende forma il nuovo polo crocieristico che dai residenti è arrivata una domanda di fondo: quale beneficio avrà Porto Corsini e quanto ancora dovrà sopportare il paese prima che agli investimenti sul terminal corrispondano interventi sulla qualità della vita?
Quattro mesi di chiusura sulla Baiona, esplode la protesta
Il punto che ha acceso maggiormente l'assemblea è stato l'annuncio dei lavori della Ciclovia Adriatica. L'intervento del Comune prevede la realizzazione di due nuovi ponti ciclopedonali sul canale Baiona e sulla canaletta Magni. Per costruirli dovranno essere posati oltre 90 pali, profondi tra 16 e 24 metri, con l'impiego di una gru da 110 tonnellate.
Il cantiere dovrebbe partire nell'ultima settimana di ottobre e durare quattro mesi. Durante questa fase sarà necessaria la chiusura del tratto stradale interessato.
Una prospettiva che ha scatenato la reazione dei residenti, soprattutto per le conseguenze sugli spostamenti quotidiani di studenti e lavoratori. Per raggiungere Ravenna da Porto Corsini l'alternativa stradale comporterebbe infatti un percorso molto più lungo passando verso Marina Romea, via delle Valli e la Statale Romea.
«Siamo esausti, non ce la facciamo più», è stata la reazione arrivata dalla sala. C'è stato anche chi ha prospettato forme eclatanti di protesta, fino all'ipotesi di bloccare i lavori o legarsi al ponte.
Il Comune ha spiegato che la chiusura è resa necessaria dalla complessità tecnica dell'intervento e che durante i lavori sarà potenziato il servizio del traghetto, rendendolo gratuito per i residenti di Porto Corsini.
Ma questo viene considerato un provvedimento inadeguato e non ha placato le contestazioni. Il timore espresso durante l'assemblea è che una chiusura prevista per quattro mesi possa protrarsi ulteriormente, richiamando precedenti lavori e disagi già vissuti dalla località.
«Il paese è dimenticato»
La protesta sulla ciclovia ha finito per fare emergere un malcontento molto più ampio.
«Sbagliate da vent'anni e continuate a sbagliare», è stata una delle accuse rivolte alle istituzioni. Diversi residenti hanno parlato di un paese che si sente abbandonato e che, a fronte dei grandi investimenti legati alle crociere, continua a fare i conti con problemi quotidiani irrisolti.
Tra le questioni sollevate verso il Comune figurano il degrado urbano, l'erba alta, le condizioni di giochi e panchine nei parchi, gli escrementi dei piccioni, la mancanza di luoghi di aggregazione, di una palestra e di strutture sportive.
Particolarmente sentita la questione della palestra scolastica. Durante l'assemblea è stato ricordato come se ne parli almeno dal 1998 senza che l'opera sia mai stata realizzata.
Da qui anche il rifiuto, da parte di alcuni residenti, della parola «compensazioni». «Non vogliamo compensazioni, vogliamo risarcimenti», è stato il concetto espresso durante gli interventi, chiedendo che una parte delle ricadute generate dallo sviluppo croceristico si traduca in servizi, decoro e interventi concreti per una comunità abitata durante tutto l'anno.
Viabilità e traffico delle crociere
Altro fronte caldo è quello della viabilità. L'Autorità portuale ha presentato lo studio commissionato per analizzare gli effetti del traffico crocieristico sulla rete stradale di Porto Corsini.
Secondo le valutazioni illustrate durante l'assemblea, via Molo San Filippo ha una capacità teorica di circa 800 veicoli l'ora, mentre il traffico legato alle crociere può raggiungere alcune centinaia di veicoli l'ora. La soluzione individuata prevede lo sdoppiamento della parte iniziale di via Molo San Filippo.
L'ipotesi di adeguare via GuizzettI attraverso la pineta è stata invece considerata difficilmente percorribile per i vincoli ambientali esistenti.
Anche su questo punto non sono mancate le contestazioni. Alcuni residenti hanno rilanciato l'idea di utilizzare il Candiano per trasferire via acqua almeno una parte dei passeggeri delle navi da crociera. L'Autorità portuale ha spiegato che questa soluzione presenta problemi di sicurezza e di interferenza con la navigazione commerciale.
Tra le proposte emerse dalla platea anche parcheggi scambiatori esterni al paese e sistemi di trasporto elettrico per accompagnare i crocieristi al terminal.
L'attenzione si è concentrata anche sulla pericolosa 'rotonda' all'ingresso del paese, di cui da più parti è venuta la richiesta di una sistemazione.
Cold ironing, rumore e polvere dei cantieri
Il cold ironing è stato riconosciuto anche dagli stessi residenti come un intervento positivo per ridurre l'inquinamento prodotto dalle navi in sosta, ma il cantiere necessario per realizzarlo è diventato a sua volta fonte di forti disagi.
Gli scavi e la posa delle infrastrutture elettriche hanno interessato via Baiona e altre zone del paese, con proteste per rumore, polvere e condizioni della strada. Alcuni residenti hanno raccontato le difficoltà di chi abita a ridosso dei cantieri.
L'Autorità portuale ha spiegato che l'infrastruttura consentirà alle navi compatibili di spegnere i motori durante la permanenza in banchina e alimentarsi da terra. La fase 1 del progetto risulta già ultimata nell'ambito degli interventi PNRR, mentre proseguono attività accessorie e di completamento. Sono inoltre previsti i ripristini delle strade interessate dai lavori.
Sul tavolo è finito anche il problema dei camion frigoriferi utilizzati per rifornire le navi. I residenti hanno segnalato mezzi che arriverebbero anche con largo anticipo e rimarrebbero in sosta con i motori accesi per mantenere la refrigerazione.
Benevolo ha assicurato che il problema è noto e che sono previste aree attrezzate con colonnine elettriche alle quali i mezzi refrigerati potranno collegarsi evitando di mantenere acceso il motore.
Il terminal sarà operativo nel 2027
Di fronte alle contestazioni, Benevolo ha ricordato la dimensione degli investimenti realizzati e in corso a Porto Corsini. Il complesso degli interventi legati al terminal, al Parco delle Dune, al cold ironing e alle infrastrutture supera i 100 milioni di euro.
La nuova stazione marittima dovrebbe essere completata entro l'inverno e diventare pienamente operativa dall'apertura della stagione 2027. Nei mesi in cui non sono previste crociere, è stata prospettata anche la possibilità di mettere gli spazi della struttura a disposizione della comunità per iniziative ed eventi.
Alle spalle del terminal nascerà inoltre il Parco delle Dune. Dopo il primo stralcio, costato circa 6 milioni, il secondo stralcio, da circa 8 milioni di euro, dovrebbe partire a gennaio e portare al completamento dell'area verde entro il 2027.
Sul fronte della sosta, ai 145 posti auto pubblici provvisori realizzati nel 2025 dovrebbero sostituirsi, al termine degli interventi, 488 posti pubblici definitivi, oltre agli spazi destinati a bus e servizi del terminal.
La sicurezza idraulica e le opere ancora attese
Nell'assemblea è riemerso anche il tema della sicurezza idraulica di Porto Corsini. I residenti hanno chiesto il completamento degli interventi di protezione dell'abitato dalle mareggiate, dalla subsidenza e dalle possibili ingressioni marine.
È stato ricordato in particolare il secondo stralcio delle opere di banchinamento e difesa idraulica, finanziato negli anni scorsi ma indicato dai cittadini tra gli interventi ancora attesi.
Una questione che, insieme alla palestra, alle strutture sportive e al decoro urbano, ha rafforzato la convinzione espressa da una parte della platea che molti dei problemi della località precedano lo sviluppo recente delle crociere e siano il risultato di decenni di interventi rinviati.
Tavoli di lavoro con la Pro Loco
Il presidente dell'Autorità portuale ha riconosciuto che Porto Corsini sta attraversando una fase particolarmente complessa, con numerosi cantieri contemporaneamente aperti, e ha proposto di trasformare il confronto con la Pro Loco in tavoli di lavoro dedicati ai singoli problemi.
L'obiettivo sarebbe affrontare separatamente viabilità, segnaletica, parcheggi e altre criticità, individuando anche interventi di dimensioni contenute ma capaci di ridurre i disagi.
Il sindaco Barattoni ha ribadito la necessità di tenere insieme sviluppo economico, lavoro, tutela dell'ambiente e vivibilità della località, riconoscendo i disagi che stanno accompagnando questa fase di trasformazione.
Ma dalla sala il messaggio è rimasto netto: dopo anni di progetti, promesse e cantieri, i residenti chiedono che lo sviluppo del terminal crociere produca risultati visibili anche dentro Porto Corsini.
Il confronto si è concluso in un clima ancora teso, con nuove contestazioni e momenti in cui le voci dalla platea si sono sovrapposte a quelle degli amministratori.
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