Porti
roma
26 febbraio 2026
Ravenna capitale italiana delle rinfuse: al centro del dibattito nazionale su materie prime e industria
Sullo scalo, primo in Italia e nono in Europa per rinfuse solide, si gioca una partita strategica per la manifattura: 24 milioni di tonnellate movimentate nel 2025 e un impatto da 0,5 miliardi di valore aggiunto
26 febbraio 2026 - roma - Le rinfuse solide, settore nel quale il porto di Ravenna è primo in Italia e nono in Europa, sono tornate al centro del dibattito nazionale in un convegno che ha visto una folta e qualificata presenza di operatori ravennati, insieme ai principali rappresentanti istituzionali del Paese. Un appuntamento che ha messo in evidenza il ruolo strategico dello scalo romagnolo per l’industria manifatturiera italiana e la necessità di dotarlo di infrastrutture adeguate per sostenere e sviluppare questi traffici.
L’iniziativa, tenutasi mercoledì 25 febbraio a Roma e organizzata da ONTM insieme all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, ha registrato il tutto esaurito fin dalle prime ore dell’apertura delle registrazioni, riportando al centro dell’agenda politica nazionale il tema delle materie prime, della sicurezza degli approvvigionamenti, della resilienza industriale e del ruolo strategico dei porti per la sovranità economica.
Le rinfuse sono l’infrastruttura invisibile della manifattura italiana. Minerali, cereali, fertilizzanti, prodotti energetici: input produttivi senza i quali acciaierie, ceramiche, agroindustria e chimica non potrebbero operare.
Protagonista assoluto il porto di Ravenna, che nella movimentazione delle rinfuse solide rappresenta un’eccellenza europea.
I dati illustrati durante il convegno confermano la centralità dello scalo: nel 2025 Ravenna ha movimentato 17,83 milioni di tonnellate di rinfuse solide e 6,11 milioni di tonnellate di rinfuse liquide, per un totale di circa 24 milioni di tonnellate considerando anche le merci varie e il break-bulk.
In particolare risultano in forte crescita i prodotti agroalimentarI, i minerali greggi e materiali da costruzione e i concimi. Un andamento che riflette direttamente la dinamica del sistema produttivo nazionale.
A testimoniarlo non solo la presenza istituzionale ma anche quella di tre imprenditori di primo piano: Antonio Marcegaglia, Mario Roncaglia e Guido Ottolenghi, intervenuti per sottolineare quanto la logistica delle rinfuse sia decisiva per la competitività delle rispettive filiere.
Per Antonio Marcegaglia, presidente e Ad dell’omonimo Gruppo siderurgico, «il porto di Ravenna è uno snodo strategico: la sua posizione è funzionale per garantire, sia per le merci in arrivo sia per quelle in partenza, collegamenti efficaci con tutto il mondo, dai Paesi del Nord Europa fino all’Asia, mettendo le nostre imprese in condizioni di rimanere connesse con le filiere internazionali.
La sua forza è l’intermodalità - nave, treno, camion - integrata con i corridoi europei e le reti autostradali: una caratteristica che evidenzia, oggi più che mai, la necessità di ammodernare il sistema infrastrutturale italiano. In uno scenario così complesso come l’attuale, con catene del valore più corte e frammentate, la logistica diventa ancora di più un fattore critico per qualsiasi impresa manifatturiera». Per questo, ha aggiunto, è fondamentale investire in progetti come il “Ravenna Port Hub”.
Gli ha fatto eco Mario Roncaglia, presidente di Novabell Ceramica: «Le imprese manifatturiere hanno bisogno di certezze logistiche per restare competitive sui mercati globali. Il porto di Ravenna è fondamentale per il distretto delle ceramiche di Sassuolo che rappresenta un’eccellenza per il Made in Italy».
Guido Ottolenghi, direttore generale e Ad di PIR Petrolifera Italo Rumena, ha ribadito che «l’approvvigionamento di prodotti petroliferi è un altro segmento del traffico di rinfuse vitale per il Paese. Il dibattito sulla transizione ha messo in ombra questo settore, ma ancora per molti anni alcuni prodotti energetici liquidi come i biocarburanti resteranno essenziali. I porti italiani in grado di gestire questi flussi, tra cui Ravenna, sono strategici».
A sottolineare il ruolo del territorio anche il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, secondo cui «il porto di Ravenna e la Zls dell’Emilia-Romagna possono rappresentare un’infrastruttura strategica fondamentale anche per la crescita di tutto il Nord Est. Negli ultimi anni abbiamo raggiunto risultati importanti che vogliamo mantenere lavorando insieme a tutto il cluster marittimo portuale; anche per questo ci adopereremo per garantire una crescita infrastrutturale sia viaria che ferroviaria».
Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, ha evidenziato come lo scalo ravennate abbia promosso questo momento di analisi e confronto proprio per fornire ai decisori un contributo conoscitivo utile a calibrare le strategie per la logistica industriale del Paese. «Occorre valorizzare adeguatamente, accanto ai traffici dei container, anche la movimentazione delle rinfuse solide e liquide, merci “silenziose” ma fondamentali per i comparti industriali del Made in Italy. Il porto di Ravenna, primo porto italiano per il traffico di rinfuse solide e nono porto europeo, rimane a disposizione per collaborare anche su questo tema, portando l’esperienza dei propri imprenditori e di tutta la comunità portuale».
Nel merito dei dati, i due rapporti presentati durante il convegno hanno offerto un quadro chiaro del settore. Alessandro Panaro, Capo Servizio dell’Area di Ricerca di SRM (Gruppo Intesa Sanpaolo), nel rapporto “Lo sviluppo del settore Rinfuse in Italia: trend e scenari portuali” ha evidenziato che il 77% delle merci trasportate via mare nel mondo è costituito da rinfuse; nei porti italiani circa il 48% dei traffici riguarda rinfuse liquide e solide; l’Italia è leader UE nello Short Sea Shipping; cresce la rilevanza dei traffici legati alle materie prime critiche; i porti dell’asse Adriatico sono gateway strategici per l’industria nazionale. In questo quadro Ravenna si configura come primo gate italiano per l’import di materie prime.
Il secondo studio, presentato da Alberto Preti direttore associato di Steer Group e intitolato “Materie prime: asset strategico per la creazione di valore e la competitività del Sistema Paese”, dimostra che i settori alimentati dalle rinfuse generano 420 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 20% del totale nazionale; un occupato su cinque opera in comparti dipendenti da materie prime movimentate via mare; il sistema portuale rinfuse produce 7,1 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e 72.000 occupati. Nel solo scalo ravennate il comparto rinfuse genera circa 0,5 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 5.000 occupati diretti, a conferma del peso industriale dell’infrastruttura sul territorio.
Sul piano istituzionale, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato, in videomessaggio, che la logistica è un anello fondamentale per le filiere agroalimentari. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ribadito la necessità di una strategia chiara sulle materie prime critiche. Il viceministro Edoardo Rixi ha richiamato la centralità della portualità quale pilastro mediterraneo della logistica europea. L’Ammiraglio Vincenzo Leone ha posto l’accento sulla sicurezza dei traffici e sulla tutela ambientale.
Nel corso dei lavori è intervenuto anche il deputato Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera, che ha evidenziato come «il tema delle rinfuse non possa più essere considerato marginale nella politica industriale del Paese. Parliamo di infrastrutture che sostengono direttamente la manifattura italiana e che devono essere accompagnate da una pianificazione coerente su porti, retroporti e connessioni ferroviarie. La competitività dell’industria passa dalla capacità di garantire approvvigionamenti sicuri e corridoi logistici efficienti».
Roberto Minerdo, presidente di ONTM, ha affermato che «non esiste sovranità industriale senza sovranità logistica delle materie prime. Le rinfuse sono l’infrastruttura invisibile che sostiene manifattura, energia, edilizia e agroalimentare» candidando ONTM a coordinare un tavolo permanente sul tema.
Il neo presidente di Assoporti Roberto Petri ha assicurato che si farà portatore a livello istituzionale e legislativo delle istanze degli operatori per rafforzare il sistema portuale e favorire la circolazione delle merci.
A chiudere i lavori Donato Liguori, direttore generale del MIT per i porti e la logistica, ha confermato che il Ministero è in linea con una strategia nazionale che punta a rendere i porti italiani sempre più competitivi, investendo su ultimo miglio ferroviario e cold ironing per valorizzare la posizione strategica della penisola al centro del Mediterraneo.
Dal confronto tra pubblico e privato è emersa una posizione condivisa: le rinfuse costituiscono una risorsa strategica nazionale e devono essere riconosciute come tale nella pianificazione industriale e infrastrutturale italiana.
ONTM continuerà a promuovere questa agenda istituzionale, anche grazie all’impegno del direttore generale Federico Ottavio Pescetto e della coordinatrice regionale Annagiulia Randi, con il supporto dei partner tra cui l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale e SIGE Servizi Industriali Genova.
© copyright Porto Ravenna News
L’iniziativa, tenutasi mercoledì 25 febbraio a Roma e organizzata da ONTM insieme all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, ha registrato il tutto esaurito fin dalle prime ore dell’apertura delle registrazioni, riportando al centro dell’agenda politica nazionale il tema delle materie prime, della sicurezza degli approvvigionamenti, della resilienza industriale e del ruolo strategico dei porti per la sovranità economica.
Le rinfuse sono l’infrastruttura invisibile della manifattura italiana. Minerali, cereali, fertilizzanti, prodotti energetici: input produttivi senza i quali acciaierie, ceramiche, agroindustria e chimica non potrebbero operare.
Protagonista assoluto il porto di Ravenna, che nella movimentazione delle rinfuse solide rappresenta un’eccellenza europea.
I dati illustrati durante il convegno confermano la centralità dello scalo: nel 2025 Ravenna ha movimentato 17,83 milioni di tonnellate di rinfuse solide e 6,11 milioni di tonnellate di rinfuse liquide, per un totale di circa 24 milioni di tonnellate considerando anche le merci varie e il break-bulk.
In particolare risultano in forte crescita i prodotti agroalimentarI, i minerali greggi e materiali da costruzione e i concimi. Un andamento che riflette direttamente la dinamica del sistema produttivo nazionale.
A testimoniarlo non solo la presenza istituzionale ma anche quella di tre imprenditori di primo piano: Antonio Marcegaglia, Mario Roncaglia e Guido Ottolenghi, intervenuti per sottolineare quanto la logistica delle rinfuse sia decisiva per la competitività delle rispettive filiere.
Per Antonio Marcegaglia, presidente e Ad dell’omonimo Gruppo siderurgico, «il porto di Ravenna è uno snodo strategico: la sua posizione è funzionale per garantire, sia per le merci in arrivo sia per quelle in partenza, collegamenti efficaci con tutto il mondo, dai Paesi del Nord Europa fino all’Asia, mettendo le nostre imprese in condizioni di rimanere connesse con le filiere internazionali.
La sua forza è l’intermodalità - nave, treno, camion - integrata con i corridoi europei e le reti autostradali: una caratteristica che evidenzia, oggi più che mai, la necessità di ammodernare il sistema infrastrutturale italiano. In uno scenario così complesso come l’attuale, con catene del valore più corte e frammentate, la logistica diventa ancora di più un fattore critico per qualsiasi impresa manifatturiera». Per questo, ha aggiunto, è fondamentale investire in progetti come il “Ravenna Port Hub”.
Gli ha fatto eco Mario Roncaglia, presidente di Novabell Ceramica: «Le imprese manifatturiere hanno bisogno di certezze logistiche per restare competitive sui mercati globali. Il porto di Ravenna è fondamentale per il distretto delle ceramiche di Sassuolo che rappresenta un’eccellenza per il Made in Italy».
Guido Ottolenghi, direttore generale e Ad di PIR Petrolifera Italo Rumena, ha ribadito che «l’approvvigionamento di prodotti petroliferi è un altro segmento del traffico di rinfuse vitale per il Paese. Il dibattito sulla transizione ha messo in ombra questo settore, ma ancora per molti anni alcuni prodotti energetici liquidi come i biocarburanti resteranno essenziali. I porti italiani in grado di gestire questi flussi, tra cui Ravenna, sono strategici».
A sottolineare il ruolo del territorio anche il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, secondo cui «il porto di Ravenna e la Zls dell’Emilia-Romagna possono rappresentare un’infrastruttura strategica fondamentale anche per la crescita di tutto il Nord Est. Negli ultimi anni abbiamo raggiunto risultati importanti che vogliamo mantenere lavorando insieme a tutto il cluster marittimo portuale; anche per questo ci adopereremo per garantire una crescita infrastrutturale sia viaria che ferroviaria».
Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, ha evidenziato come lo scalo ravennate abbia promosso questo momento di analisi e confronto proprio per fornire ai decisori un contributo conoscitivo utile a calibrare le strategie per la logistica industriale del Paese. «Occorre valorizzare adeguatamente, accanto ai traffici dei container, anche la movimentazione delle rinfuse solide e liquide, merci “silenziose” ma fondamentali per i comparti industriali del Made in Italy. Il porto di Ravenna, primo porto italiano per il traffico di rinfuse solide e nono porto europeo, rimane a disposizione per collaborare anche su questo tema, portando l’esperienza dei propri imprenditori e di tutta la comunità portuale».
Nel merito dei dati, i due rapporti presentati durante il convegno hanno offerto un quadro chiaro del settore. Alessandro Panaro, Capo Servizio dell’Area di Ricerca di SRM (Gruppo Intesa Sanpaolo), nel rapporto “Lo sviluppo del settore Rinfuse in Italia: trend e scenari portuali” ha evidenziato che il 77% delle merci trasportate via mare nel mondo è costituito da rinfuse; nei porti italiani circa il 48% dei traffici riguarda rinfuse liquide e solide; l’Italia è leader UE nello Short Sea Shipping; cresce la rilevanza dei traffici legati alle materie prime critiche; i porti dell’asse Adriatico sono gateway strategici per l’industria nazionale. In questo quadro Ravenna si configura come primo gate italiano per l’import di materie prime.
Il secondo studio, presentato da Alberto Preti direttore associato di Steer Group e intitolato “Materie prime: asset strategico per la creazione di valore e la competitività del Sistema Paese”, dimostra che i settori alimentati dalle rinfuse generano 420 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 20% del totale nazionale; un occupato su cinque opera in comparti dipendenti da materie prime movimentate via mare; il sistema portuale rinfuse produce 7,1 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e 72.000 occupati. Nel solo scalo ravennate il comparto rinfuse genera circa 0,5 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 5.000 occupati diretti, a conferma del peso industriale dell’infrastruttura sul territorio.
Sul piano istituzionale, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato, in videomessaggio, che la logistica è un anello fondamentale per le filiere agroalimentari. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ribadito la necessità di una strategia chiara sulle materie prime critiche. Il viceministro Edoardo Rixi ha richiamato la centralità della portualità quale pilastro mediterraneo della logistica europea. L’Ammiraglio Vincenzo Leone ha posto l’accento sulla sicurezza dei traffici e sulla tutela ambientale.
Nel corso dei lavori è intervenuto anche il deputato Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera, che ha evidenziato come «il tema delle rinfuse non possa più essere considerato marginale nella politica industriale del Paese. Parliamo di infrastrutture che sostengono direttamente la manifattura italiana e che devono essere accompagnate da una pianificazione coerente su porti, retroporti e connessioni ferroviarie. La competitività dell’industria passa dalla capacità di garantire approvvigionamenti sicuri e corridoi logistici efficienti».
Roberto Minerdo, presidente di ONTM, ha affermato che «non esiste sovranità industriale senza sovranità logistica delle materie prime. Le rinfuse sono l’infrastruttura invisibile che sostiene manifattura, energia, edilizia e agroalimentare» candidando ONTM a coordinare un tavolo permanente sul tema.
Il neo presidente di Assoporti Roberto Petri ha assicurato che si farà portatore a livello istituzionale e legislativo delle istanze degli operatori per rafforzare il sistema portuale e favorire la circolazione delle merci.
A chiudere i lavori Donato Liguori, direttore generale del MIT per i porti e la logistica, ha confermato che il Ministero è in linea con una strategia nazionale che punta a rendere i porti italiani sempre più competitivi, investendo su ultimo miglio ferroviario e cold ironing per valorizzare la posizione strategica della penisola al centro del Mediterraneo.
Dal confronto tra pubblico e privato è emersa una posizione condivisa: le rinfuse costituiscono una risorsa strategica nazionale e devono essere riconosciute come tale nella pianificazione industriale e infrastrutturale italiana.
ONTM continuerà a promuovere questa agenda istituzionale, anche grazie all’impegno del direttore generale Federico Ottavio Pescetto e della coordinatrice regionale Annagiulia Randi, con il supporto dei partner tra cui l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale e SIGE Servizi Industriali Genova.
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