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Porto di Ravenna, la trasformazione digitale passa da AI, 5G e gemello digitale
Conclusa la prima fase della formazione del personale. Benevolo: «Le tecnologie avanzate richiedono una cultura organizzativa capace di accoglierle»
«L'iniziativa risponde a una visione chiara: investire nelle tecnologie avanzate richiede parallelamente la creazione di una cultura organizzativa capace di accoglierle, riducendo le resistenze al cambiamento e garantendo un utilizzo etico, responsabile e consapevole degli strumenti», sottolinea il presidente dell’AdSP Francesco Benevolo.
Il percorso di accompagnamento all’adozione di metodologie e tecniche di AI punta a fornire gli strumenti necessari per comprenderne l’impatto sui processi e sulle attività dell’Ente, affrontando anche i temi dell’etica e della conformità normativa.
La formazione ha coinvolto trasversalmente le funzioni amministrative e operative, con l’obiettivo di creare competenze diffuse. Il personale dovrà imparare a governare l’AI, formulando richieste efficaci e verificando l’attendibilità dei risultati, affinché la tecnologia rimanga una leva di crescita umana e produttiva, sostenuta dal pensiero critico e dal problem solving.
Lo sviluppo delle competenze accompagna la roadmap degli investimenti tecnologici dell’Autorità portuale. Il primo tassello è il Port Community System, la piattaforma già operativa che mette in rete, all’interno di un unico ambiente interoperabile, i soggetti pubblici presenti nello scalo – Agenzia delle Dogane, Capitaneria di Porto, Polizia di Frontiera, Guardia di Finanza e Sanità Marittima – e gli operatori privati.
Al sistema si affiancherà la nuova Data Platform dell’Autorità portuale, destinata a raccogliere e analizzare in tempo reale i flussi logistici. Il Port Community System potrà così evolvere da strumento per lo scambio documentale a motore di un porto basato sull’utilizzo dei dati.
La nuova rete 5G privata dell’Ente garantirà invece la connettività ad alte prestazioni necessaria per alimentare in tempo reale le applicazioni ad alta automazione e gestire in sicurezza grandi flussi di informazioni.
Un altro elemento è il Digital Twin, il “gemello digitale” del porto di Ravenna: un modello tridimensionale costantemente aggiornato che permetterà di simulare scenari complessi, dalle condizioni meteorologiche ai flussi di traffico, fino alla manutenzione predittiva, con tempi di risposta pressoché istantanei.
Sul fronte della cybersecurity, il progetto “MACSecurity”, finanziato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ha consentito all’Autorità portuale di rafforzare il monitoraggio costante dei propri sistemi attraverso un Security Operation Center già pienamente operativo.
L’AdSP è inoltre considerata un soggetto essenziale ai sensi della Direttiva NIS2 sulla sicurezza informatica. Entro ottobre 2026 completerà il percorso di piena conformità normativa, adeguando infrastrutture e policy per garantire la continuità operativa e risposte adeguate in caso di incidenti e attacchi informatici.
«L’obiettivo affidatoci dall’Ente è trasformare il porto in un ecosistema digitale, capace di integrare infrastrutture fisiche e piattaforme informatiche, dati e processi, persone e tecnologie – spiega Angelo Mazzotti, direttore della Transizione al Digitale e Sostenibilità Ambientale dell’AdSP –. La sicurezza informatica non è più un aspetto esclusivamente tecnico, ma una componente strategica della gestione portuale: un porto digitale deve essere prima di tutto un porto sicuro. Il nostro scalo sta cambiando per diventare un vero smart port, dove tecnologia e sostenibilità si fondono per migliorare la competitività del territorio e la qualità del lavoro».
Il completamento del primo ciclo formativo consolida quindi una strategia nella quale infrastrutture tecnologiche e capitale umano procedono insieme. La capacità di governare l’innovazione in maniera consapevole e informata diventa così una condizione indispensabile per accompagnare il porto di Ravenna verso l’era dell’intelligenza predittiva.
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