Porti
ravenna
17 agosto 2026
Fabbrica Vecchia, il restauro può partire: al collaudo la nuova banchina
Completata la parte interrata dell’infrastruttura sul Candiano. Dal prossimo mese inizierà il recupero dello storico edificio, destinato a diventare un polo didattico e formativo legato al porto
17 agosto 2026 - ravenna - Il recupero della Fabbrica Vecchia può entrare nella fase operativa. Dal prossimo mese prenderanno il via i lavori di restauro e consolidamento dello storico edificio di Marina di Ravenna, resi possibili dallo stato di avanzamento raggiunto dal cantiere della nuova banchina sul Canale Candiano.
Nei giorni scorsi sono infatti iniziate le operazioni di collaudo in corso d’opera dell’infrastruttura realizzata davanti al complesso monumentale formato dalla Fabbrica Vecchia e dal Marchesato. La parte interrata della banchina è stata completata: oggi non è ancora visibile, ma il fronte emergerà successivamente con la realizzazione di un muretto in superficie.
La nuova banchina rappresenta un passaggio decisivo nel più ampio programma di rigenerazione del waterfront storico di Marina di Ravenna. I due edifici settecenteschi, sorti lungo il Candiano, testimoniano infatti le origini del borgo marinaro e il suo rapporto con lo sviluppo dello scalo ravennate.
L’infrastruttura si estende per quasi cento metri, in continuità con il vicino cantiere nautico Carnevali, e assolve a una duplice funzione. Da una parte potenzia l’operatività portuale, dall’altra rafforza il sistema di sicurezza dello scalo e del territorio. La banchina è stata configurata per ospitare un centro e i mezzi nautici dei Vigili del Fuoco, assicurandone la presenza a mare in un’area nevralgica del porto.
«L’avvio delle operazioni di collaudo della banchina antistante il complesso monumentale della Fabbrica Vecchia e Marchesato è un traguardo infrastrutturale atteso da tempo – ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, Francesco Benevolo – che finalmente permette di concretizzare l’impegno profuso da diversi mesi, consentendo il potenziamento della sicurezza del porto, obiettivo al quale non smettiamo mai di tendere, ma soprattutto di restituire alla cittadinanza due simboli storici d’inestimabile valore».
La vicinanza con gli edifici monumentali ha richiesto soluzioni costruttive specifiche. Per evitare possibili ripercussioni sulle antiche fondazioni, sono state impiegate tecniche a bassissimo impatto vibratorio, escludendo le metodologie tradizionali potenzialmente più invasive.
Il progetto comprende anche una pavimentazione drenante, raccordata con i piazzali esistenti, e l’inserimento di aree verdi nella retrobanchina. L’opera, affidata a CGX Costruzioni Generali Xodo, comporta un investimento superiore a 4,1 milioni di euro e prevede un fronte di attracco lungo quasi 98 metri. La conclusione complessiva del cantiere è programmata per febbraio 2027.
Lo stato di avanzamento raggiunto consente però di avviare già dal prossimo mese la successiva fase del programma: il restauro, il consolidamento statico e la rifunzionalizzazione della Fabbrica Vecchia. L’intervento ha un valore di 7,5 milioni di euro e punta a restituire in un paio d’anni una funzione stabile a un edificio da tempo in condizioni di grave degrado.
Mentre per il restauro del Marchesato resta da reperire il finanziamento necessario, stimato tra i 4 e i 5 milioni di euro. Il progetto esecutivo è già stato predisposto.
© copyright Porto Ravenna News
Nei giorni scorsi sono infatti iniziate le operazioni di collaudo in corso d’opera dell’infrastruttura realizzata davanti al complesso monumentale formato dalla Fabbrica Vecchia e dal Marchesato. La parte interrata della banchina è stata completata: oggi non è ancora visibile, ma il fronte emergerà successivamente con la realizzazione di un muretto in superficie.
La nuova banchina rappresenta un passaggio decisivo nel più ampio programma di rigenerazione del waterfront storico di Marina di Ravenna. I due edifici settecenteschi, sorti lungo il Candiano, testimoniano infatti le origini del borgo marinaro e il suo rapporto con lo sviluppo dello scalo ravennate.
L’infrastruttura si estende per quasi cento metri, in continuità con il vicino cantiere nautico Carnevali, e assolve a una duplice funzione. Da una parte potenzia l’operatività portuale, dall’altra rafforza il sistema di sicurezza dello scalo e del territorio. La banchina è stata configurata per ospitare un centro e i mezzi nautici dei Vigili del Fuoco, assicurandone la presenza a mare in un’area nevralgica del porto.
«L’avvio delle operazioni di collaudo della banchina antistante il complesso monumentale della Fabbrica Vecchia e Marchesato è un traguardo infrastrutturale atteso da tempo – ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, Francesco Benevolo – che finalmente permette di concretizzare l’impegno profuso da diversi mesi, consentendo il potenziamento della sicurezza del porto, obiettivo al quale non smettiamo mai di tendere, ma soprattutto di restituire alla cittadinanza due simboli storici d’inestimabile valore».
La vicinanza con gli edifici monumentali ha richiesto soluzioni costruttive specifiche. Per evitare possibili ripercussioni sulle antiche fondazioni, sono state impiegate tecniche a bassissimo impatto vibratorio, escludendo le metodologie tradizionali potenzialmente più invasive.
Il progetto comprende anche una pavimentazione drenante, raccordata con i piazzali esistenti, e l’inserimento di aree verdi nella retrobanchina. L’opera, affidata a CGX Costruzioni Generali Xodo, comporta un investimento superiore a 4,1 milioni di euro e prevede un fronte di attracco lungo quasi 98 metri. La conclusione complessiva del cantiere è programmata per febbraio 2027.
Lo stato di avanzamento raggiunto consente però di avviare già dal prossimo mese la successiva fase del programma: il restauro, il consolidamento statico e la rifunzionalizzazione della Fabbrica Vecchia. L’intervento ha un valore di 7,5 milioni di euro e punta a restituire in un paio d’anni una funzione stabile a un edificio da tempo in condizioni di grave degrado.
Mentre per il restauro del Marchesato resta da reperire il finanziamento necessario, stimato tra i 4 e i 5 milioni di euro. Il progetto esecutivo è già stato predisposto.
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