Museo del mare nel mangimificio Martini

Il progetto presentato durante una serata al Propeller Club

Museo del mare nel mangimificio Martini
22/02/2018 - RAVENNA - Un museo dedicato al nostro mare e alle diverse attività che vi si svolgono. L’idea è del ravennate Marco Mascellani, Ufficiale del Genio Navale della Marina Militare Italiana, esperto di musealizzazioni, che questa sera al ristorante La Campaza ha presentato il suo progetto denominato MARè, grazie al Propeller club Ravenna presieduto da Simone Bassi.
 
“Lo studio proposto - spiega Bassi - ipotizza la valorizzazione di strutture in disuso - ormai di archeologia industriale - della darsena di città, mettendole a sistema con tutte le risorse che Ravenna e il cluster marittimo portuale potrebbero rendere disponibili, realizzando una cittadella del mare.

Un accentratore di conoscenze, il MARè, che funzionerebbe quale hub per tutte le realtà museali della regione che parlano di mare e navigazione (MAS, Museo del sale, Museo della Marineria, Museo Marconi, acquari del riminese, Museo nave romana, ecc), cui linkerebbe per gli approfondimenti, e accrescerebbe la diversificazione dell’offerta turistica della Romagna, rivelandosi risorsa in grado di produrre numeri interessanti indipendentemente dal periodo dell’anno”.

Mascellani ha anche individuato la possibile sede di MARé. “Durante il concorso per la capitale europea della cultura - spiega sul sito museodelmareravenna.com - lo studio “Spazio52” prospettò un progetto di recupero per farne edificio residenziale, per co-working, start up e molto altro; bello e meritorio ma forse non cosi indicato per il “parco delle archeologie” ipotizzato dal POC.

Con i suoi piani e i suoi ampi spazi sembra fatto apposta per ospitare esposizioni, ecco perché ho pensato al MOSA (il mangimificio Martini in via Antico Squero) per il MARè-Museo per le attività emiliano romagnole per le scienze del mare”.

Un museo del mare deve poter esporre delle navi, mostrare come si vive nel mare e sotto di esso: “Proprio per questo sarà chiesto alla Marina Militare il sottomarino Guglielmo Marconi, intitolato al grande scienziato emiliano, che apparirebbe proprio come il sottomarino giapponese in foto. Ma non sarà l’unico mezzo, speriamo anche in una motovedetta della Guardia Costiera, un aliscafo classe Sparviero e, in futuro, davvero molto altro”.

L’obbiettivo è quello di fornire una fonte di accrescimento culturale per le future generazioni diventa una necessità, un obbligo che non deve trascurare nessuna delle discipline connesse col mare, dalla biologia marina alla logistica portuale, dalla pesca al turismo, dalle scienze e leggi della navigazione all’ingegneria navale e offshore, fino ad arrivare alla tutela dell’ambiente marino. E deve essere attraente -un “gioco”- per coinvolgere il target primario: i giovani.


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