Sers a Cgil: "Sciopero immotivato"

La società: "Esiste una precisa volontà della Filt-Cgil di attaccare SERS in modo pregiudiziale mettendo in difficoltà l’attività di tutto il porto"

Sers a Cgil: "Sciopero immotivato"
01/10/2018 - RAVENNA - Sers, la società di rimorchio portuale presieduta da Luca Vitiello, interviene sul nuovo stato di agitazione promosso dal 4 al 21 ottobre dalla Filt-Cgil.

“A proposito dei corsi di formazione, Sers “ha più volte chiarito che il contratto integrativo non prevede affatto che l’azienda li debba pagare (riportiamo l’articolo 33 del Contratto Integrativo: “la società organizzerà corsi di aggiornamento e qualificazione……. Essi verranno svolti a carico dell’azienda qualora istituiti e svolti all’interno di essa”). Considerato che non si tratta di corsi che possono essere svolti all’interno dell’azienda, ma di corsi istituiti e svolti in centri di formazione autorizzati/accreditati dal MIT, sulla base del contratto integrativo, Sers non ha l’obbligo di pagarli”.

Sull’organico aziendale, la società evidenzia che il contratto integrativo prevede 49 persone, mentre l’attuale organico Sers è composto da 52 persone”. Infine “stupisce come Filt-Cgil lasci intendere che la società sia stata condannata per tre volte per attività antisindacale nel merito di queste problematiche. La situazione è ben diversa. Infatti, la sentenza non entra nel merito della vertenza tant’è che afferma ‘nella sostanza delle rivendicazioni, premesso che in questa sede non può farsi il processo al merito della vicenda… '".

Sers “è stata condannata per aver irrogato la sanzione disciplinare di un giorno di sospensione a un membro della rsu per una intervista da egli rilasciata. Il tribunale ha preso atto di una vertenza con ragioni datoriali e sindacali che si contrappongono e ha sentenziato che avere riportato le ragioni sindacali di una vertenza dei marittimi rappresenta una delle forme di concretizzazione dell’attività sindacale”.

A parere di Sers, le normali relazioni sindacali “sono state interrotte dal sindacato Filt-Cgil. Tra l’altro, la vertenza non vede l’adesione delle sigle sindacali Uil e Cisl.


Una linea di azione “confusa quella della Filt-Cgil: di fatto, il primo stato di agitazione proclamato per l’annosa questione dell’orario di lavoro non è mai stato chiuso e questo secondo stato di agitazione (per corsi e organico) non si capisce se si aggiunge al primo o se ne rappresenta una sorta di evoluzione.



Esiste una precisa volontà della Filt-Cgil di attaccare SERS in modo pregiudiziale mettendo in difficoltà l’attività di tutto il porto in un periodo che sicuramente richiederebbe ben diversi atteggiamenti di responsabilità. Una linea, quella della Filt-Cgil, ancora più ingiustificata nei confronti di un’azienda come Sers che da sempre ha operato e opera nel rispetto della legalità e della sicurezza nel porto di Ravenna”.


Viene spontaneo “pensare che Filt-Cgil sia alla ricerca di un argomento da portare alla propria prossima assemblea congressuale del 5 ottobre. Ci auguriamo per il bene del porto che non sia così”.


In mattinatala Filt Cgil aveva diramato una nota nella quale affermava che “siamo al terzo stadio dello stato di agitazione in Sers, ogni periodo prevede 18 giorni consecutivi, il prossimo partirà dal 4 ottobre e proseguirà fino al 21 ottobre. L'iniziativa consiste nello sciopero, proclamato dalla Filt Cgil, delle prestazioni dello scivolamento degli orari e della sospensione della flessibilità prevista dal contratto aziendale”.

L'azienda in questi mesi – secondo la Cgil – “non ha richiesto nessun incontro per risolvere la vertenza che è in atto ormai da due anni”.

Peraltro, come più volte dichiarato a tutti i tavoli, compreso quello prefettizio, la soluzione è facilmente raggiungibile in quanto la normale applicazione del contratto in essere sui corsi professionali, sin dal lontano 1993, e le voci riguardanti l'organico aziendale, chiuderebbero lo stato di agitazione e permetterebbero di tornare a normali relazioni sindacali”.

Occorre ricordare “che Sers è stata condannata per tre volte nell'ultimo anno, compresa la corte d'appello di Bologna, per attività antisindacale, e continua a non rispettare nei fatti le sentenze richiamate. Per il bene dei lavoratori e per un proficuo lavoro del porto intero, ci auguriamo che possa esserci a breve un ripensamento da parte dell'impresa”.


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