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Gas: "Bene l'approvazione del piano estrattivo entro settembre"

Confindustria e Roca apprezzano le dichiarazioni del ministro Cingolani

17 marzo 2021 - "La volontà espressa del ministro Cingolani di definire il Pitesai nei termini previsti (ndr, entro il 30 settembre) rappresenta una prospettiva importante, che speriamo si tramuti in un cambio di passo decisivo per il comparto offshore ravennate.
Rinnoviamo quindi in questa occasione l’auspicio che il nuovo Governo compia definitivamente la scelta strategica di continuità nella produzione nazionale del gas, dando così serenità all’intero polo Oil&Gas ravennate, eccellenza riconosciuta a livello globale e distretto di punta dell’economia italiana".

Questo il commento di Confindustria Romagna alla dichiarazione del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, a proposito del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, cioè la mappa delle aree in Italia dove si possono cercare ed estrarre idrocarburi, in occasione della presentazione in videoconferenza delle linee guida del suo ministero alle Commissioni Ambiente e Attività produttive di Camera e Senato.

“Prendiamo atto con soddisfazione delle parole pronunciate dal ministro” commenta Franco Nanni, presidente del Roca, l’associazione che raggruppa le aziende del comparto ravennate dell’energia.
“A renderci abbastanza fiduciosi rispetto al recente passato, è l’impegno del ministro a definire il Pitesai entro i termini di legge del 30 settembre” aggiunge Nanni.
“Eravamo abituati ai suoi predecessori e a dichiarazioni di guerra e a continui rinvii della stesura del provvedimento. Ora abbiamo davanti un impegno preciso del Governo. Ribadisco la piena disponibilità della nostra associazione a partecipare a tavoli di confronto per portare un contributo frutto di decenni di attività in campo energetico che hanno fatto di Ravenna una ‘capitale dell’energia’.

Nella sua esposizione in Parlamento, il ministro Cingolani ha rimarcato i suoi tre focus, che riguardano: la tutela della natura, del territorio e del mare; la transizione ecologica; la interdipendenza della sfida climatica e di quella energetica. Soprattutto quest’ultimo punto - continua Nanni - ci fa pensare a un approccio razionale e non ideologico verso l’attività di produzione del gas.

Ma soprattutto ha detto 'un tema su cui, giustamente, si registra una crescente attenzione anche da parte dell’opinione pubblica, oltre che degli investitori privati e della stessa Unione europea, è rappresentato dai tempi del permitting. I tempi, cioè, che intercorrono tra la richiesta di valutazione ambientale di un investimento e il rilascio dei titoli necessari a poter aprire il cantiere'. Quindi speriamo che voglia snellire le procedure per sbloccare i permessi e le autorizzazioni. Un tema che assilla le nostre aziende che operano in campo energetico sia nella produzione di gas che nelle fonti rinnovabili”.


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