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ravenna 24 settembre 2021

Hub portuale 1/ Iniziano i lavori. Corsini: «Giornata storica»

Venerdì 24 settembre la cerimonia per la consegna delle aree e l’avvio delle attività propedeutiche all’allestimento dei cantieri

24 settembre 2021 - ravenna - La cerimonia per la consegna delle aree e l’avvio delle attività propedeutiche all’allestimento dei cantieri del Progetto “Ravenna Port Hub” si è svolta questa mattina, venerdì 24 settembre, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.
Dopo la firma, il 5 novembre scorso, del contratto di affidamento della progettazione esecutiva e di realizzazione dei lavori del progetto, oggi si è compiuto un ulteriore passo avanti verso l’insediamento dei cantieri.

L’assessore regionale dei Trasporti Andrea Corsini parla di “giornata storica”, si apre infatti “uno scenario nuovo di sviluppo economico”, sottolinea, con al centro logistica e intermodalità. Per cui è sì “fondamentale scavare”, ma anche “fare partire gli investimenti su ferro e interconnessioni stradali".

“Ravenna è nella Serie A dei porti italiani“ - dice il sindaco Michele de Pascale - con l’obiettivo di avere appunto un “ruolo strategico” nel Mar Mediterraneo. Anche perché, chiosa, portando a casa il progetto “abbiamo guadagnato una certa credibilità, anche per gli investimenti privati”. Di certo, conclude, non è stato facile arrivare fin qui, “una via crucis, un inferno dantesco, ma per fortuna abbiamo incontrato tanti Virgilio e Beatrice”.

I primi effetti del progetto, intanto, “già si vedono”, mette in luce il comandante della Capitaneria di porto Giuseppe Sciarrone: partono i lavori di rimozione dei relitti delle navi e nei primi sei mesi dell’anno “sono stati già raggiunti i risultati del 2020”, dunque “una fortissima crescita dei traffici marittimi che deve coniugarsi con l’inizio dei lavori”. Da questo punto di vista, conclude, “i terminalisti non devono temerli ma dare sostegno all’azione dell’Autorità di sistema portuale”.

È “un’emozione unica” anche per il suo presidente Daniele Rossi, che ha di fronte ora “una stagione di investimenti che fa tremare i polsi”. “Il progetto - rimarca - non può fallire, ha una dimensione straordinaria. Ci saranno anche disagi, migliaia di camion, un piccolo sacrificio per un grande risultato”.

Una giornata che segna l’inizio di una serie di attività fondamentali per l’Hub e dunque per arrivare a garantire competitività al porto di Ravenna nei prossimi anni. Grazie agli interventi previsti in questa prima fase del progetto - approfondimento dei fondali, ammodernamento degli impianti, realizzazione di nuove banchine e di nuove aree logistiche - che insieme agli altri progetti in corso nei prossimi quattro anni vedranno investimenti pubblici e privati per 900 milioni di euro, lo scalo di Ravenna si candida a diventare l’Hub commerciale più importante in Adriatico.

«Il momento tanto atteso è arrivato, dichiara Umberto Esposito del Consorzio Stabile Grandi Lavori - già da qualche giorno abbiamo iniziato le attività propedeutiche ai lavori che ci metteranno nella condizione di partire senza indugi con la realizzazione delle opere. L’intervento che stiamo per realizzare riveste un carattere di primaria importanza per il porto di Ravenna, la città, la cittadinanza, la portualità nazionale ed internazionale. È l’opera di maggiore importanza nel campo delle infrastrutture marittime che parte oggi in Italia e noi siamo orgogliosi di far parte di questo prestigioso ed importante progetto».

«Un progetto, questo dell’Hub Portuale di Ravenna – afferma Marco Di Stefano della Sispi, una delle società di progettazione - di indubbia complessità, che mobilita molte risorse ma che non potrebbe realizzarsi se non ci fossero la condivisione e il sostegno dell’intera comunità portuale. Non bastano tecnici e ingegneri per compiere un progetto di queste dimensioni e siamo contenti di poterlo portare avanti lavorando in sinergia con tutti gli operatori del porto, che sono coloro per i quali questo Progetto esiste e sui quali questo progetto è destinato ad avere le maggiori ricadute in futuro».

Il progetto “Ravenna Port Hub” è composto di due fasi.
La prima, del valore complessivo di 235 milioni euro - finanziati da CIPE, Banca Europea degli Investimenti, Unione Europea (Innovation and Networks Executive Agency) e dalla stessa Autorità di Sistema Portuale - consiste nell’escavo di 5 milioni di metri cubi di sedimenti, per approfondire i fondali del porto sino a -12,5 mt , nel rifacimento del primo lotto di banchine esistenti (per oltre 6,5 km) per adeguarle ai nuovi fondali e nella realizzazione di una nuova banchina della lunghezza di oltre 1.000 mt in Penisola Trattaroli a servizio di una nuova area portuale da destinarsi principalmente a Terminal Container.

La seconda fase del progetto, del valore complessivo 230 milioni, interamente finanziati con risorse derivanti dal Fondo Infrastrutture del Ministero e da risorse derivanti dal PNRR, oltre che da risorse della stessa Autorità, prevede l’adeguamento di ulteriori banchine, l’approfondimento dei fondali a -14,50 mt e la realizzazione di un impianto di trattamento dei materiali risultanti dall’escavo. Il progetto definitivo è stato redatto e dopo aver ottenuto le relative autorizzazioni ambientali, sarà posto a bando di gara.

Il 5 novembre scorso in Prefettura a Ravenna, è stato sottoscritto il contratto per la realizzazione degli interventi previsti nella prima fase, tra Autorità di Sistema Portuale e il general contractor che nel giugno 2020 si è aggiudicato l’appalto: il raggruppamento temporaneo d’Imprese con mandataria il Consorzio Stabile Grandi Lavori - del quale è socio maggioritario e di riferimento la Rcm Costruzioni del Gruppo Rainone - e mandante Dredging International n.v.

La firma del contratto è stata accompagnata dalla firma di un Protocollo di Legalità sottoscritto per garantire l’attuazione di idonee misure volte alla prevenzione e repressione della criminalità e dei tentativi di infiltrazione mafiosa per tutta la durata dell'appalto e testimonia la forte volontà di porre in essere ogni possibile misura di prevenzione a tutela dell'economia legale e a salvaguardia della realizzazione di opere di interesse pubblico da ogni tentativo di infiltrazione da parte di gruppi legati alla criminalità organizzata.

«L'allestimento di un cantiere - afferma Confindustria - è sempre un bel segnale di nuove attività in partenza, di dinamismo e lavoro per una comunità intera: in questo caso assume una valenza ancora maggiore, trattandosi di un cantiere atteso e sognato da un decennio.
Potremmo definirlo un vero e proprio cantiere del nostro futuro, che trasformerà la principale attività del territorio, quella logistica collegata al porto di Ravenna e alle tante professionalità che gravitano attorno ad esso, proiettandola in una dimensione più attuale e competitiva, in una prospettiva di crescita e sviluppo.
All'Autorità di sistema portuale presieduta da Daniele Rossi, alle istituzioni e a tutti coloro che si sono spesi per questo risultato va la gratitudine dell'Associazione».


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