sicurezza e cambiamento

Interviste

ravenna 15 dicembre 2022

La coesione del cluster portuale supererà ogni difficoltà

15 dicembre 2022 - ravenna - Il porto di Ravenna è impegnato, con tutte le sue componenti, a delineare il futuro dello scalo marittimo. In questo momento, in Italia, non credo ci siano altri porti interessati a una mole di investimenti vicino al miliardo di euro.

Il progetto Hub Portuale dell’Autorità di Sistema presieduta da Daniele Rossi è partito concretamente sia sul piano degli escavi che su quello delle banchine. 

Quando questi cantieri entreranno nel vivo, è facile immaginare che ogni componente del porto dovrà fare i conti con qualche disagio per consentire allo scalo di continuare a movimentare merce e di procedere contemporaneamente ai lavori infrastrutturali.

Sono certo - e la storia di questo porto ce lo insegna - che, come sempre, prevarrà lo spirito unitario che ha consentito di superare al meglio inevitabili difficoltà che possono presentarsi sul percorso dello sviluppo.

Come Direzione Marittima abbiamo contatti costanti con l’Autorità Portuale, le istituzioni locali, il Prefetto De Rosa, le associazioni di categoria e gli operatori per far sì che ci sia una ‘regia’ comune che porti a discutere dei problemi e a superarli.

Due aspetti vorrei mettere in risalto.

Il primo è che il porto di Ravenna non parte impreparato nell’affrontare la sfida del futuro. Ho avuto modo più volte di sottolineare come qui ci siano servizi tecnico nautici di prim’ordine, operatori abituati da decenni a districarsi sui mercati più complessi (figuriamoci oggi, con la guerra dopo il periodo pandemico), grande attenzione alla sicurezza sui posti di lavoro, forze dell’ordine e servizi dello Stato che vigilano sul rispetto delle regole, una comunità vicina al ‘suo’ porto.

Il secondo aspetto è il filo conduttore che lega l’Hub portuale agli investimenti in atto da parte di ministero, Regione e Comune per potenziare i collegamenti ferroviari e stradali: senza questi interventi il nuovo porto partirebbe con minor slancio. Invece, si lavora per avere entro il 2026 un concorso di opportunità che andrà a beneficio di tutta la città e l’Emilia Romagna. 

Parlo anche in termini di occupazione, elemento non secondario quando si tratta di sviluppo, e di solidarietà che a Ravenna ha uno dei Comitati Welfare per la gente di mare più attivi d’Europa.

Da parte nostra, in questa visione comune di crescita abbinata alla sicurezza della navigazione, abbiamo avviato lo Schema di separazione del traffico navale e di aree regolamentate di ancoraggio nella zona di mare antistante l’imboccatura del porto. L’ordinanza disciplina le manovre di ingresso e di uscita dallo scalo di una certa tipologia di navi definendone la navigazione entro i corridoi previsti dallo Schema e prevedendo altresì che le stesse possano dare fonda solo nelle zone di mare di ancoraggio regolamentate. È un provvedimento che guarda molto anche al futuro, quando avremo navi di maggiori dimensioni e un traffico sempre più diversificato.

Come si dice: la nostra porta è sempre aperta.

 

CV (CP) Francesco Cimmino

Direttore Marittimo dell’Emilia-Romagna e Comandante del Compartimento marittimo di Ravenna 


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