Più fondali e più ferrovie per far correre le merci

Imprenditori ravennati protagonisti al forum "Shipping, forwarding & logistic meet Industry" nella sede di Assolombarda a Milano

Più fondali e più ferrovie per far correre le merci
01/02/2018 - MILANO - La sede di Assolombarda ospita oggi e domani il forum "Shipping, forwarding & logistic meet Industry".

Nella giornata inaugurale hanno preso la parola diversi operatori ravennati presenti al meeting. In apertura Andrea Gentile, nelle vesti di presidente di Assologistica, “una buona logistica – ha detto – è determinante per il successo delle nostre imprese e delle nostre esportazioni: le materie prime (di cui il nostro Paese è povero e che rappresentano ancora oltre il 70% delle merci movimentate nei porti) hanno bisogno di magazzini, camion, treni, navi, aerei, tecnologia e tante competenze per giungere in maniera efficiente ed economica agli stabilimenti industriali per essere trasformate. Analogamente i prodotti finiti devono poter giungere nelle case dei consumatori in tempi certi e rapidi”.

C’è però molto da lavorare. “L’Italia ha un gap logistico - ha ricordato Gentile - che la pone al 21° posto nell’indice logistico redatto dalla banca mondiale, mentre è ancora l’8° economia del mondo e il 2° Paese manifatturiero d’Europa. Il tema è tutto nella realizzazione di infrastrutture mirate che mancano o che vanno completate e nella cabina di regia che le metta in relazione coordinata”.

Guido Ottolenghi
, coordinatore del Gruppo tecnico di Confindustria per la logistica, i trasporti e l'economia del mare, ha sottolineato l’importanza della connessione tra il manifatturiero e la logistica: “Quello che colpisce è il divario tra le piattaforme del Nord Europa e quelle del Sud Europa. Certo, hanno responsabilità i governi, ma anche le associazioni che rappresentano gli imprenditori . Ora vi è una grande opportunità legata all’apertura dei valichi, si possono recuperare flussi di merci rendendo efficienti le nostre piattaforme logistiche. Più si aggregano i traffici più si abbattono i costi.
Considerato che i porti di Genova e Trieste non diventeranno gli unici porti d’Italia, per migliorare la logistica bisogna concentrare i flussi partendo dall’infrastruttura portuale che abbiamo, valorizzandola. Due le cose da fare: un lavoro di specializzazione dei porti, che farà il mercato; un lavoro di concentrazione per piattaforme logistiche. Ma abbiamo 20 interporti e solo 4 o 5 funzionano veramente e hanno le modalità per convogliare le merci dai camion alla ferrovia”.

Una forte sollecitazione a realizzare celermente le infrastrutturazioni dei porti (principalmente a Ravenna e Venezia) e ad avviare nuovi investimenti nel settore ferroviario per agevolare l’importazione dei cereali, è venuta oggi dal presidente e dal vice presidente di Anacer, Carlo Licciardi e Alessandro Vitiello.

Licciardi è partito da un dato ineludibile: l’Italia ha un fabbisogno di cereali di 40 milioni di tonnellate di cereali, ma il Paese è in grado di produrne soltanto il 50%. Da qui la necessità di importare grano e mais, principalmente da Nord e Sud America, Mar Nero, Europa Centrale. L’import ha un valore di circa 7 miliardi di euro, con 1 miliardo circa di costi legati alla logistica.

Gli scali adriatici di Ravenna e Venezia scontano il problema dei fondali. Il porto dell’Emilia Romagna è però in dirittura d’arrivo con il progetto per portare i fondali prima a 12,5 metri, poi a 14,5. “Il fattore tempo è determinante per essere competitivi”, ha detto Licciardi. Ora le navi che arrivano dal Sud America sono costrette ad allibare a Koper per poi venire a sbarcare sulla costa adriatica italiana e per quanto riguarda il Mar Nero si sconta la stessa problematica. L’import dall’Europa centrale necessiterebbe, invece, di maggiori collegamenti ferroviari, mentre ora si affida per grande parte al trasporto su gomma.

“Dobbiamo creare delle piattaforme dove effettuare le rotture di carico – ha poi aggiunto Licciardi – per trasbordare le merci su ferrovia e quindi contenere i costi di trasporto. Ribadiamo la nostra volontà di sederci attorno a un tavolo con il governo e le Ferrovie per attuare un piano strategico che consenta di portare i binari laddove non ci sono. Inutile lamentarsi dei troppi camion sulle strade, quando non esistono treni efficienti”.

Alessandro Vitiello si è soffermato sulla necessità di continuare a investire “nella logistica per far circolare le merci sempre più velocemente e non farci sottrarre quote di mercato. Serve una maggiore flessibilità e individuare partner logistici qualificati”.

Vitiello ha espresso l’esigenza di un maggior coordinamento tra imprese private, per evitare che in alcuni periodi dell’anno il sistema ferroviario collassi a causa delle troppe merci da movimentare e si è detto favorevole “alla crescita di investimenti privati nella logistica abbinati a quelli pubblici”.

Tra il pubblico erano presenti il direttore generale del Terminal Container Ravenna, Milena Fico, e il presidente della Fondazione Istituto sui Trasporti e la Logistica Mario Petrosino.








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