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Trasporti, Logistica

ravenna 07 settembre 2021

Parte l'iter per la piattaforma refrigerata nel porto

Accordo Regione, Adsp, Comune, Coldiretti nazionale

07 settembre 2021 - ravenna - Regione, Comune, Adsp, Coldiretti nazionale assieme per la realizzazione nel porto di Ravenna di una piattaforma logistica per la movimentazione dell'agroalimentare Made in Italy. L'investimento previsto sfiora gli 8 milioni di euro.

Oggi a Rimini, durante la Fiera internazionale MacFrut, è stato firmato il protocollo Farm to Port, che sancisce l'avvio dell'iter per arrivare alla realizzazione nello scalo ravennate dei servizi refrigerati. Sono intervenuti Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Corsini, l’assessore comunale alle Attività produttive Massimo Cameliani, il presidente dell’Autorità portuale, Daniele Rossi. A suggellare l'importanza della firma, il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli.


Protagonisti delle trattative di questi mesi il sindaco Michele de Pascale (assente a Rimini per un lutto), il presidente del Cso Paolo Bruni e l'imprenditore di Dcs-Tramaco Riccardo Martini.

L’ortofrutta fresca e trasformata Made in Italy è la prima voce dell’export agroalimentare Made in Italy con il record storico da inizio secolo con un balzo in valore di oltre il 6% favorito dalla domanda di alimenti salutistici spinta nel mondo dalla pandemia Covid.

“Per noi il porto di Ravenna è una infrastruttura strategica per il Paese. E siamo quindi pronti a investire in una piattaforma logistica per il Made in Italy, penso all’ortofrutta, ai prodotti zootecnici e vinicoli” dice chiaramente Prandini. Il porto ravennate sarebbe così al servizio delle produzioni agricole di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia.

“Su questo scenario pesa il deficit logistico italiano per la carenza o la totale assenza di infrastrutture per il trasporto merci costa la nostro Paese oltre 13 miliardi di euro con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea” afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli, nel sottolineare che “il settore dell’ortofrutta può svolgere un ruolo di traino per l'export e l'obiettivo dell’intesa sul porto di Ravenna è proprio quello di consolidare e sviluppare i traffici di prodotti agroalimentari e ortofrutticoli con la creazione di un sistema fortemente interconnesso tra le aree produttive e la rete infrastrutturale nazionale ed europea per massimizzare la capacità logistica a servizio del Made in Italy”.

Il progetto – evidenzia Coldiretti – punta anche a ridurre l'impatto ambientale intervenendo sul traffico delle zone più congestionate, migliorando l'accessibilità ai servizi hub e la capacità di stoccaggio per potenziare la capacità di esportazione delle piccole e medie imprese (PMI) agroalimentari italiane con un rafforzamento della capacità logistica dei mercati all'ingrosso anche grazie a una maggiore digitalizzazione. Per il Porto di Ravenna, considerato infrastruttura strategica e "Fulcro della logistica nazionale e centroeuropea" si prevedono – sottolinea Coldiretti – interconnessioni con le reti ferroviarie, stradali e di navigazione interna, la creazione di nuove aree logistiche con interventi di digitalizzazione e port security, nonché la realizzazione di un nuovo terminal e dell’impianto di trattamento dei materiali di dragaggio.

L'assessore regionale Corsini ha spiegato gli interventi urbanistici per le piastre logistiche in destra e sinistra del canale Candiano su aree pubbliche e private per più di 320 ettari, con la costituzione di una Zona logistica speciale, la realizzazione di corridoi doganali e altre agevolazioni e semplificazioni nelle procedure amministrative e di controllo.
L'Autorità di sistema portuale ravennate sta avviando i lavori per l'hub portuale. "Con fondali a 14,50 metri e quindi con la possibilità di far entrare a Ravenna navi di prima fascia - dice il presidente Daniele Rossi alla platea di Coldiretti - saremo la piattaforma ideale per l'agroalimentare nazionale per raggiungere nuovi mercati".

"Si tratta di una scelta strategica – riconosce Coldiretti – per potenziare un sistema di movimentazione dei prodotti come quello italiano dove il trasporto su strada riguarda ancora l’88% delle merci, contro una media europea che supera di poco il 76%. Il risultato è che il Belpaese si posiziona al secondo posto per intensità dei trasporti su strada, dopo la Spagna (95%) e prima di Francia (87,9%), Germania (74%) e Paesi Bassi (51%)".
"Il fatto che si sia instaurata una stretta relazione tra istituzioni e associazioni di categoria testimonia la possibilità di fare un salto in avanti nella competitività delle nostre produzioni" aggiunge l'assessore Cameliani.

Un problema che si riflette anche sul costo dei trasporti a carico delle aziende tricolori.
In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante è pari a 1,12 €/km, più alto di nazioni come la Francia (1.08 €/km) e la Germania (1.04 €/ km), ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell’Europa dell’Est: in Lettonia il costo dell’autotrasporto è di 0,60 €/km, in Romania 0.64 €/km; in Lituania 0,65 €/km, in Polonia 0.70 €/km secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga (www.divulgastudi.it).
Si tratta di un aggravio per gli operatori economici italiani superiore dell’11% rispetto alla media europea – afferma Coldiretti - e ostacola lo sviluppo del potenziale economico del Paese, in particolare per i settori per i quali il sistema della la logistica risulta cruciale, come nel caso del sistema agroalimentare nazionale, punta di eccellenza dell’export Made in Italy.
In questa ottica il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) finanziato con il Recovery Fund può essere determinante per agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo.


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